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Sei bambini sottratti alla famiglia di Maurizio Capistrano

L’intervista video sulla vicenda, Giuseppe Criseo ascolta le ragioni del padre Maurizio Capistrano

Una vicenda delicata e difficile, perche’ accettare di farsi intervistare mettendoci “la faccia”in un caso del genere, non e’ da tutti.

E’ tanta la sofferenza dei genitori di sei bambini tolti alla famiglia che abita in provincia di Brescia.

Un caso su cui riflettere e su cui facciamo luce e diamo visibilità per spingere le autorità a fare presto, prima che i bambini si dimentichino dei loro genitori che soffrono.

Non vogliamo certo sostituirci alle autorità e/o ai servizi sociali che anzi invitiamo a contattarci per dirci il loro punto di vista.

Il caso e’ nato con l’accusa al padre di violenza sessuale, visto che e’ stato trovato un fecaloma : Noto anche come “stercoroma”, “coproma” e “scatoma”, il fecaloma è una massadura di feci che si forma negli ultimi tratti dell’intestino e può provocarne l’ostruzione. Questa condizione spesso è associata alla stitichezza. L’aumento del tempo di permanenza delle feci nell’intestino, lo porta infatti a riassorbire acqua. La massa fecale, privata dell’acqua, diventa sempre più dura e secca e difficile da evacuare, portando allo sviluppo del fecaloma.
Sebbene il fecaloma nella fase iniziale possa risultare del tutto asintomatico, i sintomiche lo possono accompagnare sono quelli tipici dell’occlusione intestinale (humanitas)

La terribile accusa e’ alla base di questa storia delicata e con risvolti giuridici, umani e sociali.

Se alla fine dovesse risolversi in modo positivo per la famiglia come ci auguriamo, chi pagherà per il dolore, il danno economico alla famiglia ma anche al comune ( 16.000 euro al mese), il danno d’immagine del padre e la malattia della madre in ansia continua?

Un caso dei tanti in cui l’opinione pubblica si sofferma e su cui vanno affinati strumenti e risorse economiche importanti per tutelare le famiglie e sopratutto i minori, per non vederli rovinati per tutta la vita.

I casi non sono tutti uguali e il giudizio dovrà essere sospeso fino alla fine del procedimento in corso col rispetto dovuto per magistrati, psicologi, avvocati e famiglia.

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