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Busto Arsizio – Rottame abbandonato in Via per Lonate

Via per Lonate, ma cosa ci fa un rottame in mezzo all’aiuola?

Il telaio semidistrutto e rugginoso accoglie, con la sua trascuratezza, chi entra in città proveniente da Lonate. Testimonianza della vocazione tessile di quella che era definita la “Manchester italiana” e che oggi si attacca a questi ricordi, alla ricerca di una identità che va perdendo. Bel messaggio, se al visitatore che non conosce la storia bustocca gli si presenta davanti il telaio rugginoso. Ragioniamo un attimo non da bustocchi che sanno vita, opere, e miracoli della “città bruciata” (come se non bastasse a Busto, dal latino ambustum, hanno anche aggiunto Arsizio), ma dal punto di vista del turista che vi arriva la prima volta. Uno entra in città, percorre una strada tutto sommato ben messa, passa di fianco ad un cimitero monumentale, qualche serra alla sua sinistra e si trova di fronte un rottame che la patetica siepetta, messa davanti, al posto di abbellire il rudere ne esalta lo stato di abbandono, come se volesse nasconderlo. Ma è una testimonianza del passato! Cose simili le ho viste nei paesi dell’est, in Francia, in Spagna e anche in Italia, qualche cannone, un carro armato, a ricordare un fatto glorioso o a monito contro le guerre. Ma un telaio rugginoso ci colloca subito negli ultimi gradini della memoria e provate a spiegare cosa significa al turista che sta vagliando le varie possibilità: rottame abbandonato, città della meccanica, città del tessile, città del rottame ecc. I monumenti sono un’altra cosa. Vanno progettati, ambientati, magari fatti fare da qualcuno che fa l’artista, danno un messaggio, si fanno ammirare o criticare, nessuno dice di non voler ricordare un momento economicamente e progettualmente felice di una città, di un luogo a noi caro. Cosa può ricordare il rottame rugginoso di un telaio, il fallimento di un intero settore, quello del tessile, mai sostituito con altro.. Non abbandoniamo in giro, nelle aiuole, queste mute testimonianze di ciò che non c’è più. Con terrore penso cosa potremmo trovare tra qualche anno al posto del telaio. Vista la vocazione di Busto Arsizio che si sta riempendo di centri commerciali, lanciata verso il terziario avanzato, forse il carrello arrugginito di un supermercato, a ricordo delle massaie che andavano a farci la spesa.

Gianni Armiraglio

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