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Cassano Magnago: alta moda cinese abusiva

Negli scorsi giorni a Cassano Magnago è stato scoperto un laboratorio sartoriale abusivo in cui lavoratori anche in nero produceva abiti per grandi marchi dell’alta moda.


È il sindaco Nicola Poliseno ad annunciare l’operazione portata a termine insieme dai carabinieri di Cassano Magnago e dalla polizia locale, in seguito alla segnalazione di una cittadina che ha condotto gli agenti in un’abitazione di via Bonicalza.
All’interno vi era un laboratorio gestito da cittadini cinesi che esercitava l’attività sartoriale abusivamente avvalendosi di 17 macchine da cucire.
Durante il sopraluogo sono state riscontrate irregolarità a cominciare dal fatto che non era stata fatta né la comunicazione di inizio attività né la comunicazione di cessione fabbricato dell’abitazione da parte del proprietario dell’immobile.
All’interno del laboratorio c’erano una quindicina di persone, alcune in nero, diversi posti letto in cui probabilmente dormivano i cinque residenti nell’appartamento.
Nei locali di via Bonicalza sono stati trovati diversi capi di abbigliamento, in particolare per bambini e prima infanzia, appartenenti a marchi di alta moda che venivano lavorati in seguito a commesse regolari da parte di multinazionali nel settore della moda
Gli agenti si sono messi al lavoro per verificare anche eventuali abusi edilizi o il regolare smaltimento dell’immondizia perché nei locali non era presente nemmeno la postazione per la differenziata.

#lastoriaelamemoria

Quanta nostalgia degli anni 60/70 quando questa zona (Cassano, Gallarate, Busto, Samarate…) era tutto un fiorire di laboratori abusivi, nelle cantine, nelle sale da pranzo, nei garage… e i lavoratori in nero erano le nostre mamme, le nostre zie e le nostre sorelle, Venete o meridionali, che hanno fatto grande la storia di questa fetta di Italia.


Quanta nostalgia della fatica e dell’ingegno di quei lavoratori in nero in quei laboratori abusivi che hanno fatto crescere noi e il paese con dignità.
In fondo oggi è cambiato solo il colore della pelle e gli odori di una diversa cucina, che c’erano anche allora, ma è rimasta la stessa identica capacità di lavorare duro per conquistarsi una piccola fetta di futuro.


E comunque in quegli anni gli estranei (stranieri?) eravamo noi che venivamo in Lombardia o in Piemonte dal resto d’Italia, disposti a quasi tutto pur di lavorare e guadagnarsi da vivere (in nero ma onestamente e con fatica).

#noncelafaremomaiafarcela

Fabrizio Sbardella

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