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BANDA ULTRALARGA, UNCEM: LA REGIONE GARANTE DELLA PROSECUZIONE DEI LAVORI.

RITARDI ACCUMULATI NON BLOCCHINO IL PIANO

ALLEGATI I DETTAGLI PER CIASCUN COMUNE DEL PIEMONTE   Il ritardo del Piano banda ultralarga piemontese è tra i peggiori d’Italia. Uncem e Anci lo denunciano da almeno due anni. Stamani a Torino il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone ha partecipato a un nuovo tavolo regionale nel quale si farà il punto sullo stato dei cantieri. Uncem ha chiesto anche in sede nazionale al CoBul, giovedi scorso riunito al Ministero dello Sviluppo economico, di evitare che i ritardi siano capaci di bloccare del tutto il piano. In ballo ci sono infatti 284 milioni di euro per il Piemonte, oltre 3 miliardi per l’intero Paese. Si usano fondi europei e nazionali, dell’Fsc, del Feasr (Psr), del Por Fesr. Per il Psr, in sede nazionale da tre anni si attendono notizie e regole su come rendicontare i soldi spesi. Un problema burocratico dietro l’altro

Superare il divario digitale è un obiettivo troppo importante per l’Italia e per il Piemonte in particolare che non deve vedere ostacoli nel percorso, tantopiù se si tratta di questioni autorizzative poste da Province, Soprintendenze, Anas, Rfi, altri soggetti che hanno contribuito ad allungare i tempi. “Aprire 1200 cantieri nelle aree bianche, quelle montane e interne del Paese – spiega Bussone – non è certo semplice. Se ancora c’è qualcuno che mina il percorso, non si va lontani. Infatti ci siamo bloccati e i Sindaci sono arrabbiati. Uncem ha recentemente firmato un protocollo d’intesa con Open Fiber per potenziare l’informazione ai Comuni, facilitare i meccanismi di investimento e i lavori. I Sindaci ci credono, ma vogliono tempi certi da comunicare ai cittadini”. Uncem ha recentemente diffuso ai Comuni montani la richiesta di segnalare le aree dove i ripetitori telefonici mancano o i segnali sono troppo deboli. L’elenco verrà mandato al Governo, ai Parlamentari, alle società di telefonia. “La banda ultralarga, con la fibra ottica e sistemi senza fili – prosegue Bussone – può risolvere i problemi della telefonia mobile e anche della tv che nelle aree montane non si vede. Accogliamo positivamente la notizia dell’accordo di qualche giorno fa tra Infratel, Open Fiber e Città Metropolitana di Torino che avrebbe portato a sbloccare le questioni operative legate agli scavi per la Bul e alla larghezza dei ripristini. Ora si vada avanti. Ci sarà l’inverno che non agevolerà i lavori, ma il secondo semestre del 2019 e tutto il 2020 sono decisivi. Seguiremo passo passo il piano e accompagneremo i Comuni nella fase dei lavori, nella fase delle attivazioni e della spinta alla domanda da parte di cittadini e imprese, per i quali il Cobul ha individuato voucher specifici, e per la quale Uncem ha già stretto un accordo con Eolo. Lavoriamo intensamente anche sull’Agenda digitale, per portare nuovi servizi digitali nei piccoli Comuni, nelle zone montane. Un lavoro importantissimo per accorciare gap di sviluppo, favorire innovazione e adeguatezza di tutta la pubblica amministrazione”.

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