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Scuola Foscolo, l’imbiancatura fa integrazione?

A lavorare per i nuovi atrii e spazi comuni sono i richiedenti asilo. Il progetto nato grazie alla sinergia tra Palazzo Estense, associazione genitori e cooperativa Ballafon

L’imbiancatura fa integrazione. È questa la scommessa che si sta portando avanti alla scuola primaria “Ugo Foscolo” di via del Nifontano, dove a imbiancare le pareti di atrii e spazi comuni sono i richiedenti asilo della cooperativa Ballafon. Oggi pomeriggio un primo sopralluogo è stato fatto dal sindaco Davide Galimberti, dall’assessore ai Servizi sociali Roberto Molinari, dal consigliere comunale Lorenzo Macchi e dai responsabili dell’associazione genitori. Con loro anche il direttore generale di Ballafon Luca Dal Ben. Il progetto nasce grazie alla sinergia tra Palazzo Estense, la stessa cooperativa e i genitori degli alunni.

È un esempio concreto – ha affermato il sindaco Davide Galimberti – di una buona applicazione del nostro regolamento sui Beni comuni. I primi a muoversi sono stati infatti i genitori della scuola, che hanno raccolto i fondi necessari per l’intervento; come amministrazione abbiamo poi fatto da regia e creato la necessaria collaborazione. Il valore aggiunto di questa iniziativa, oltre alla disponibilità dei genitori, si trova nell’elemento sociale: i ragazzi, ospitati in Italia, occupano il loro tempo volontariamente e in maniera proficua, come a restituire quello che la comunità ha fatto per loro. Questa è vera integrazione, ben al di là di slogan e parole”.

“Sicuramente – gli ha fatto eco Roberto Molinari – è un modo diverso per approcciarsi al tema immigrazione. Diamo opportunità di volontariato, per recuperare quella dignità che tante volte anche questi ragazzi sentono di aver perso. Abbiamo una grande sintonia con Ballafon, protagonista negli scorsi anni di altri interventi all’interno della città. È una presenza che tende a radicarsi e questo è un valore che vogliamo trasmettere”.

Possibile che, dopo gli spazi comuni, l’imbiancatura prosegua anche in alcune aule. I lavori andranno avanti nei prossimi giorni e vedono impiegati una decina di ragazzi.

“È un ottimo risultato – il commento di Lorenzo Macchi – per il quartiere e per la città tutta. Un chiaro segno di collaborazione tra cittadini e amministrazione, con i bambini che al loro ritorno tra i banchi potranno trovare una scuola più accogliente e luminosa”.

“Siamo contenti – ha concluso Dal Ben – di questa opportunità data ai nostri ragazzi. Quello che si può vedere all’opera è la volontà di un reale confronto, la voglia di darsi una mano vicendevolmente tra tutti i soggetti coinvolti. Che si possa fare un’attività del genere in una scuola, ambiente destinato alle nuove generazioni, è ancor più un simbolo di integrazione”.

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