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Giuseppe Picone – Medaglia d’oro al merito di servizio eppure perseguitato

Racconta così nel suo blog quanto gli è accaduto:

“La mia crudele odissea. Ho 59 anni, dopo 27 anni da poliziotto penitenziario ho vissuto e tutt’ora sto passando le pene dell’inferno solo perché volevo onorare il mio lavoro in tutta onestà, come previsto nel regolamento Ministeriale vigente in tutte le carceri Italiane.

La sua lunga e terribile storia nasce come in altri casi che stiamo seguendo, da una denuncia che vista da fuori sembra più che ovvia: un geometra che stava seguendo dei lavori in carcere, sembrerebbe abbia portato senza segnalarlo, un cellulare.

“il geometra che stava seguendo dei lavori entrava all’interno del carcere con un cellulare.

Il cellulare può essere introdotto all’interno del carcere solo dal Magistrato per ragione del proprio Ufficio”. (vedi ordine di servizio)

Picone racconta la vicenda citando articoli di legge e citando documenti in suo possesso, una storia lunga una quindicina d’anni e tuttora in corso.

Le sue parole sono state riprese e il suo caso segnalato anche ai politici e sono nate interrogazioni parlamentari.

Nel suo blog, http://gepico.blogspot.com/ compare pure una segnalazione a un generale, a dimostrazione di quanto sia motivato ad avere giustizia, nonostante i tanni anni trascorsi nell’attesa.

Da una mano ha ricevuto una pergamena con il riconoscimento della medaglia di bronzo e dall’altra un provvedimento disciplinare …

Amarezza e coraggio viaggiano di pari passo dopo 27 anni di onorato servizio.

Persona professionale ma anche molto umana tanto da accompagnare chi stava male in ospedale.

Giuseppe Picone sarà costretto a denunciare a Caltanissetta i procuratori di Trapani, ad inoltrare esposti (tutti archiviati) al Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) e a incatenarsi a Montecitorio per farsi ascoltare dai rappresentanti dello Stato. (Corriere di Sciacca)

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