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L’OLOCAUSTO DEI RANDAGI SICILIANI

È in atto, in questi giorni (ma è il male di sempre), uno sterminio sistematico di cani e gatti in più città della Sicilia, ormai senza precedenti, tanto da parlare di gravissima emergenza, a cui porre rimedio chiamando in causa il governo italiano, perché possa rispondere in maniera forte, decisa, anche con il presidio dell’esercito in questa terra dell’illegalità, considerata l’inesistenza delle istituzioni, dal governo siciliano alle varie amministrazioni locali, alla impunità generalizzata che, di fatto, nonostante sia reato maltrattare od uccidere un animale, sembra “legittimare” quello che si sta configurando come vero e proprio olocausto. Si devono ripulire le strade per l’arrivo dei turisti? Cani uccisi a tappeto (ultime mamme e cuccioli al seguito), disseminando per le strade esche avvelenate (topicida, lumachicida, persino la stricnina, vietata in Italia e quindi non reperibile nel nostro Paese), attentando contestualmente alla salute pubblica, che va preservata dalle stesse amministrazioni locali, come hanno il dovere di seguire, in tutti i sensi, i loro randagi.

Cani impiccati, bruciati vivi, massacrati fino a morte. Intere colonie di gatti avvelenate o fatte scomparire, risucchiate dal “nulla”. Sciacca, Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Cianciana, Licata, Burgio, Gela, Marina di Ragusa, solo per citare le ultime dove si sono verificati gli avvelenamenti od uccisioni in maniere brutali. Animali accuditi, curati e sfamati dai coraggiosi volontari e cittadini a cui stanno a cuore le sorti, la cui unica colpa è stata quella di essere nati in Sicilia. Vittime del sistema, che continuano a morire per mano assassina. Il massacro degli innocenti, che va fermato.

La Sicilia è maglia nera d’Italia, per il numero elevatissimo di randagi. Perché nulla è stato mai fatto per arginare il fenomeno, né dal governo siciliano né tantomeno dai Comuni interessati. Nemmeno, il più delle volte, una sola parola di sdegno per le stragi, le uccisioni quotidiane, da quei “Sindaci” a cui i randagi appartengono per legge! E nulla fanno per tutelarli. Mai un intervento fattivo, sparute sterilizzazioni, bocciate persino dalla pagliacciata rappresentata dalle nuove Linee guida del governo Musumeci. Dove sono i milioni stanziati per combattere il randagismo? E poi la gente, quella dove si annidano ignoranza e intolleranza, che manca, anch’essa, della cultura della sterilizzazione e continua ad abbandonare per le strade intere cucciolate. La stessa che chiede, attraverso deplorevoli post e commenti sui social network, lo sterminio dei randagi, alla faccia della legalità. Che in terra di Sicilia non esiste, terra allo sbando, priva di istituzioni. Noi siciliani non facciamo parte dell’Italia.

Antonella Baldassano

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