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Somma Lombardo: Lodovico Melzi, frammenti di storia locale

Lodovico Melzi, frammenti di storia locale
Lodovico Melzi, frammenti di storia locale

I Melzi sono una dinastia di nobili insigniti col titolo di Conti Palatini nel XV secolo da Federico III. Lodovico Melzi era discendente dei d’Eril, cognome che fu aggiunto ad un ramo della famiglia nel Settecento, in seguito al matrimonio di Gaspare Melzi con la gentildonna spagnola Maria Teresa d’Eryl. Una dinastia importante, tra i titoli anche quello di Grandi di Spagna di I classe, onorificenza di grande pregio.


Nato a Milano nel 1837 Lodovico è stato un’artista, uno storico e musicista che scelse Somma Lombardo quale suo paese di adozione in quanto passava la stagione estiva nella villa che un tempo era stata convento dei Frati Minimi di S. Francesco da Paola. Un documento conservato presso l’Archivio Arcivescovile di Milano attesta le ultime volontà di un Hermes Visconti: Il testamento datato 1605 parla di un legato per la costruzione di un convento in Somma. Inizialmente l’edificio avrebbe dovuto avere collocazione presso il Santuario della Madonna della Ghianda ma una serie di incomprensioni tra i Monasteri del circondario e le autorità ecclesiastiche crearono una serie di ritardi. I frati nell’attesa di un luogo ove poter soggiornare in maniera definitiva, alloggiarono presso un’abitazione messa a disposizione da Francesco Maria Visconti con il permesso di officiare in San Rocco. Si devono a loro molti perfezionamenti, alcuni arredi sacri e opere di abbellimento dell’edificio. Con il sopraggiungere della peste anche questa chiesa fu dedicata alla cura degli appestati e i frati avrebbero dovuto allontanarsi da Somma, ma dopo molte trattative il nuovo convento fu edificato, con annessa una chiesa dedicata a Santa Maria Lauretana, nell’area che un tempo aveva già ospitato, probabilmente, un convento degli Umiliati. Nel 1811 la chiesa fu abbattuta, gli arredi sacri trasportati presso una coadiutoria d’anime a Case Nuove e la proprietà passò nelle mani dei Visconti che la posero in vendita. Nello stesso anno nuovo proprietario fu Giuseppe Giusti, possidente del luogo. Nel 1822 la nobile famiglia Melzi acquistò e riadattò l’edificio a villa quale residenza estiva.
Lodovico fu molto legato alla città di Somma e non esitò a prodigarsi a servizio della cultura e delle arti.
Scrisse alcuni testi con una forma letteraria scorrevole e precisa, ricchi di immagini e documentazioni utili. Tra questi la “Storia del R. Conservatorio della musica in Milano” del 1873. Valente esecutore e dirigente dell’Accademia musicale, appassionato violinista e direttore d’orchestra presso la Società orchestrale di Milano, pose le sue conoscenze a favore di vari istituti benefici. A Somma ricoprì infatti le cariche di Assessore comunale e Presidente della Congregazione di carità.
A lui si deve la pregevole opera “Somma Lombardo, storia, descrizioni e illustrazioni ” stampata nel 1880 in 300 esemplari e di cui parte dei proventi andarono a favore dell’Asilo Infantile. Il testo fu ripreso da molti studiosi quale base per studi e approfondimenti.
In seguito a vari problemi e situazioni dolorose la villa fu posta in vendita e acquistata dalla famiglia Dolci.
Lodovico si ritirò a Milano dove morì nel 1910. Riposa al cimitero di Somma Lombardo presso la tomba di famiglia.
Nel 1907 il Comune gli dedicò una via. La proposta venne dal dott. Bellini allora Consigliere. Si trattava di un tratto di strada denominata Via Pozzetti.

Via Pozzetti, la sua storia e i suoi misteri
La parte alta del borgo era ricca di acque sorgive, lo stesso Cipresso diventato uno dei simboli della città, si presume facesse parte di un bosco a carattere sacro. I luoghi ove si officiavano gli antichi riti alle Divinità o ai defunti che avevano rivestito ruoli d’importanza all’interno della comunità, avevano proprio la caratteristica di essere interessati dal passaggio di acque correnti o sorgive. I nostri avi erano propensi ai culti delle acque. Via Pozzetti si presentava quindi come un luogo anticamente abbondante di sorgenti. Si presume che anche ove attualmente sorge il campanile della prepositurale fosse presente un pozzo. Anche la zona Malora (oggi via B. Colombo) aveva questa particolarità. Il terreno risultava inadatto alla coltura ma idoneo per la produzione di uve e l’allevamento del bestiame proprio per la presenza di praterie e di acque con cui gli animali potevano abbeverarsi anche nei periodi di climi particolarmente caldi. Un fossato paludoso si trovava nella zona del Crocifiss dal Smocc, ma con la costruzione del ponte della ferrovia e in seguito ai cambiamenti climatici anche l’ambiente naturale subì delle modifiche al punto che la coltivazione della vite e l’allevamento risultarono scarsi. Attivo era invece l’allevamento del baco da seta. Sull’Annuario d’Italia, Calendario generale del Regno a pag.909 vengono citate le fattorie con la maggior produzione dei Seme Bachi, le uova, cioè da cui si ottengono i bachi in forma ancora larvale. Tra queste viene menzionata quella del Melzi.
La storia della nobile famiglia e quella della costruzione che la vide ospite si riallacciano anche a episodi dalle tinte un po’ fosche, misteriose… I tristi fatti che riguardarono il nostro territorio e l’amministrazione della giustizia. Anticamente, nel periodo feudale, era il Signore del luogo a regolare le leggi. La prigione era ritenuta solo un passaggio temporaneo, non tanto quanto luogo di espiazione, ma bensì di sosta momentanea in attesa della condanna definitiva, fosse questa la privazione dei beni o una pena corporale. I primi esperimenti di carcere con lo scopo di riadattamento o a carattere punitivo presero piede solo nel XVII secolo e furono casi sporadici. A Milano si ebbe ad applicare una sorta di “Casa di correzione” e di “Ergastolo” solo alla fine del 1600. Con la Dominazione spagnola i soprusi, i ribelli e i malfattori aumentarono. Erano spesso uomini che si opponevano alla tirannia, a un regime straniero troppo severo. Per tenere a bada il disordine creato fu chiamato un Podestà. Il podestà o priore veniva sostituito ogni due anni e scelto tra alcuni nomi proposti dai Signori del luogo. La pretura feudale aveva come sede la parte del castello posta a Nord – Est, così anche le prigioni erano situate alla base della torre d’angolo verso l’antica via Ducale.
Fu solo verso la metà del XVIII secolo che il concetto di prigione prese i criteri che si avvicinano ai caratteri attuali. Fino ad allora, generalmente le carceri rimanevano luoghi di attesa per il giudizio o la condanna. Le prigioni erano quindi poste sempre in locali in attinenza ai tribunali.
Col tempo nuove leggi si applicarono riguardo a una rieducazione dei detenuti, a un’organizzazione diversa dei locali con l’attenzione volta al recupero e a migliori qualità di vita, anche in ambito igienico, dei carcerati. Sul finire del XVIII secolo le prigioni del nostro borgo trovarono sede nell’edificio che è ora conosciuto per aver ospitato la portineria di villa Melzi. Un ruolo di rilievo se si pensa che alla pretura Sommese furono affiancati i territori circostanti, Sesto Calende compreso.
Una storia ancora più antica…
Nel XIII secolo le dame della famiglia Visconti godevano di particolari attributi e onori. Si narra che quando un fornaro veniva scoperto a imbrogliare sui pesi o sui conti, venisse frustato, alla vista del popolo, alla gogna tra le vie della città. Se durante l’esposizione della pena il condannato avesse però incontrato una dama della dinastia Viscontea e toccato la veste in atto di supplica, sarebbe stato sollevato dalla pena.
Una tradizione del Milanese, non si conosce se diffusa anche nella nostra città… i secoli celano molti segreti, a noi rimangono le costruzioni che racchiudono i fasti e la fatica delle nobili famiglie e della gente del passato. volti che il tempo ha portato via con sé… ma che vivono ancora nella storia e nelle opere che ancora oggi ne sono viva testimonianza.
Fonti: Sull’Annuario d’Italia, Calendario generale del Regno, Bontempelli, 1886
Carcere e la pena: brevi cenni di evoluzione storica-pdf-Archivio di Stato di Milano-Carceri giudiziarie di Milano- 1859-1945
L.Melzi, Storia del R. Conservatorio della musica in Milano, Regio Stabilimento Ricordi, 1873
L. Melzi, Somma Lombardo, storia, descrizioni e illustrazioni, Tipografia del Patronato, Milano, 1880
A. Rossi, Somma Lombardo da borgo antico a città moderna, Industri grafiche di Gorla S.p. A. Gorla Minore, 1882
Wikipedia S. v. Melzi
F. Campana. Monumenti di Somma e dei luoghi circostanti. Ed. a cura della Fondazione Casolo, tipo-Lito Lazzati, Gallarate, 1990

        Cesarina Briante ©
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