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Varese, Parco del Campo dei Fiori, cresce aumentando le ricchezze del territorio sotto la sua tutela

Il Parco del Campo dei Fiori cresce e aumenta le ricchezze del territorio sotto la sua diretta tutela.

È stato approvato oggi dal Consiglio regionale il progetto di legge n. 80, che ha visto come relatore il Consigliere della Lega Francesco Ghiroldi, che prevede l’ampliamento del Parco regionale del Campo dei Fiori e del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone.

“È una grandissima soddisfazione aver risposto ad un’esigenza che arriva dal territorio.

La tutela e la cura del patrimonio naturalistico rappresentano una priorità dell’azione politica di Regione Lombardia e della Lega in particolare.

Il nostro movimento è da sempre molto sensibile alle tematiche legate al territorio” commenta il Consigliere regionale Francesco Ghiroldi.

“La valorizzazione del Parco del Campo dei Fiori è una delle priorità di cui mi sono fatto carico fin dalla precedente legislatura – spiega il Consigliere della Lega, eletto in provincia di Varese, Emanuele Monti – e sulla quale ho insistito fin dai primi mesi del nuovo mandato.

Il nostro Parco è una ricchezza, un vero e proprio dono, che noi varesini abbiamo la fortuna e l’orgoglio di poter avere vicino alle nostre case.

Abbiamo altresì il dovere di lavorare affinché sia sempre più tutelato e valorizzato grazie all’adeguato sostegno delle istituzioni.

Il progetto di legge che abbiamo preparato e approvato va nella direzione di migliorare la tutela del territorio”.

Il Parco guadagna esattamente 40,97 ettari in più: 34,62 nel territorio del comune di Luvinate, 6,35 nel comune di Casciago.

“A Luvinate si tratta di un’area molto importante – spiega il Presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Barra – la cui annessione va a completare il sistema di tutela della parte del territorio interessata dal corso del Tinella.

Un’area significativa sotto il profilo naturalistico e ambientale. Con i nuovi confini avremo sotto la nostra tutela tutto il tratto di corso del Tinella, mentre prima risultava di competenza del Parco solo una sponda.

Adesso finalmente completiamo il percorso di salvaguardia di quest’area”.

“Su Casciago si tratta di una porzione di territorio più ridotta – continua Barra – che tuttavia riveste una forte valenza, dal momento che riguarda una rivisitazione del confine tra aree urbane e quelle di tutela da parte del Parco.

Si arriva così ad un rapporto più equilibrato e funzionale di gestione del territorio e difesa delle bellezze naturalistiche”. 

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