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La cantautrice mariaFausta scrive musica per il teatro ‘Non domandarmi di me, Marta mia’ dedicato a Pirandello

di Paolo Bossi

Dopo aver firmato la colonna sonora di ‘Doll is mine’, in scena lo scorso anno a Parigi con 32 repliche e poi tradotto in Italiano per la rassegna ‘Il giardino ritrovato’ a Palazzo Venezia a Roma, mariaFausta, in attesa del nuovo album in uscita il prossimo autunno, torna a scrivere musica per il teatro.

Il suo nuovo lavoro sono le musiche per lo spettacolo ‘Non domandarmi di me, Marta mia’ di Katia Ippaso, che debutterà nella versione italiana il 12 luglio al ‘Teatro Napoli Festival’. L’attrice Elena Arvigo che interpreta il ruolo di Marta Abba, attrice e musa ispiratrice del grande scrittore siciliano Luigi Pirandello, sarà accompagnata dalle musiche originali di mariaFausta.

Compositrice e polistrumentista, che ha di recente pubblicato l’album d’esordio solista “Million Faces”, aveva già accompagnato in una lettura, con una serie di brani piano e voce, l’interprete francese Laurence Cordier all´Istituto Italiano di Cultura di Parigi in occasione dei 150 anni dalla nascita di Pirandello, in collaborazione con l’Istituto di Studi Pirandelliani e del Teatro Contemporaneo di Roma e il Seminario del GRIRT, delle Università di Paris III e Paris VII.

«Sono felicissima dell’opportunità di lavorare alle musiche dello spettacolo “Non domandarmi di me, Marta mia”, racconta l’artista siciliana. «Lo scambio di lettere tra Luigi Pirandello e Marta Abba mi ha affascinato fin da subito, ed è stata una grande emozione leggere il testo la prima volta, studiarlo, e immaginare i momenti che necessitavano della mia musica. Grazie alla voce di quelle lettere è stato come essere catapultata in un’altra dimensione» . Da lì, gli incontri con il regista partenopeo Arturo Armone Caruso e successivamente le prove, con la talentuosa Elena Arvigo. E aggiunge: «la collaborazione con Arturo Armone Caruso e Katia Ippaso, è sempre ricca di stimoli e mi sta facendo innamorare del teatro.»

Lo spettacolo:

‘Non domandarmi di me, Marta mia’, di Katia Ippaso
Regia: Arturo Armone Caruso
con: Elena Arvigo
Musiche originali di: Mariafausta
Scene: Francesco Ghisu
Disegno luci: Giuseppe Filipponio
Produzione: Coop Cmc/Nidodiragno

Breve trama: Nell’oscurità, una presenza sonora, incandescente. New York, gli anni trenta, la Città all’Impiedi di Céline. Una lanterna magica accende vorticose immagini notturne, quasi un divertissement, ma minaccioso. Nuvole che si addensano. La camera di Marta Abba è un caleidoscopico comporsi e scomporsi di inquadrature che inseguono il fluire del testo e della tessitura musicale.
Dall’ombra, emerge come in un lampo, fascinosa, l’attrice musa di Pirandello. Non domandarmi di me, Marta mia… si colloca in un preciso punto del tempo, il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, e in un preciso punto dello spazio, New York, dove Marta Abba stava recitando al Plymouth Theatre di Broadway.
Quella sera, dopo aver annunciato al pubblico l’improvvisa scomparsa di Pirandello alla fine dello spettacolo, Marta Abba si trova da sola nella sua stanza. Nella calma allucinata di quella notte, dopo la rappresentazione, si trova a dover fare i conti con il suo passato.
L’attrice ha portato con sé le lettere che negli anni le ha scritto Pirandello dal 1926 al 1936 ma anche quelle che lei aveva indirizzato al suo Maestro.
È una notte di veglia, in cui si fa vivo non solo il fantasma di Pirandello ma vengono chiamate a raccolta anche le immagini fantasmate di tutte le eroine pirandelliane (dalla Tuda di Diana e la Tuda alla Donata Genzi di Trovarsi, fino alla contessa Ilse de I Giganti della montagna) che il grande scrittore aveva inventato per lei.

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