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Le trame italiane:”LA DAMA BIANCA, IL FRATELLO FINANZIERE, IL MARESCIALLO SUICIDA , I DUE POLIZIOTTI E L’AEROPORTO DELLE NEBBIE..

Un finanziere fu accusato di traffico di droga, stranamente morì suicida.

Un altro trasferito perché fece parcheggiare in caserma l’auto della sorella, la Dama bianca Federica Gagliardi, arrestata nel marzo ’14 a Fiumicino con 24 chili di cocaina.

Lo scalo internazionale sembra l’aeroporto delle nebbie, già anni fa così descritto da due superpoliziotti e superdecorati, che però sono stati pensionati quasi fossero dementi, mentre “succedevano” cose strane al Leonardo da Vinci.

Alcuni punti di riflessione :

L’AUTO IN CASERMA

A marzo di quell’anno accadevano tre fatti importanti, venne arrestata la Dama Bianca, si scoprì che la sua auto fu parcheggiata nella caserma interforze Iavarone (di polizia, carabinieri e finanzieri) e scomparve il maresciallo scelto delle Fiamme gialle Massimo Calleri, nel settembre 2010 arrestato assieme ad altre quattro divise accusate di aver permesso il passaggio di 80 chili di droga, mai trovata.

La cattura di Federica Gagliardi avvenne nella tarda mattinata del 13 marzo, post intervento dei militari della Tributaria di Napoli.

Gli stessi aspettarono la bella trentunenne sotto l’aereo che atterrò da Caracas, in Venezuela, e la portarono in ufficio, con zainetto e bagaglio a mano.

Lei è una donna che si conosceva.

Tre anni prima con il premier Silvio Berlusconi fu presente al G8 di Toronto, in Canada, in quale veste non si sa.

La chiamano o chiamavano in quel modo perché portava sempre abiti di quel colore.

Il 13 marzo la giovane non passò per la «consegna assistita».

Non segui le normali procedure che potevano far uscire allo scoperto i complici che dovevano prelevare il prezioso carico.

I militari sanno di andare sul sicuro e fanno tutto subito, difatti, nella valigia ci sono 24 chili di cocaina che dovevano finire nel capoluogo parteneopeo.

La Dama bianca venne portata nel carcere di Civitavecchia.

Da allora ancora ci si chiede a chi erano destinati quei 21 panetti di polvere bianca?

Non si sa.

Però si scopre dell’altro, cioè, che la macchina di Federica Gagliardi si trovava nel parcheggio della Iavarone.

La notizia la tirò fuori il sito Internet Notte criminale……..

Chi l’ha fatta passare?

Si scopre poi che fu il fratello della Gagliardi, in servizio alla Finanza, quel giorno di turno, quindi lui fu trasferito ad Udine insieme all’ufficiale di quella mattina, che ha tolto le tende per andare a Parma.

POI LO STRANO Suicidio o…….

Nella sua casa di Ladispoli viene trovato senza vita il maresciallo Massimo Calleri, 51 ANNI, sempre nello stesso mese.

Anche lui ha avuto a che fare con l’aeroporto di Fiumicino e pure lui è stato coinvolto in un traffico di droga, era il 22 settembre 2010 quando fu arrestato assieme ad altri colleghi presunti infedeli: il militare Pasquale Marciano e i poliziotti Francesco Mostarda e Cesare Bove, quest’ultimo catturato un anno dopo in via Cola di Rienzo, mentre durante la perquisizione in casa gli furono trovati pure fucili e pistole.

Il loro fermo fu quasi casuale, perché il Calleri una mattina si fece mettere di turno, controllava le uscite interne dello scalo; poi via cellulare, il contatto del Bove a Santo Domingo gli forniva le istruzioni per recuperare i sacchi di droga.

Il giorno del recupero era di riposo, questo dimostra anche la spavalderia, la spregiudicatezza, non solo non valutata in fase assunzionale, ma anche quella che un sistema marcio offre, visto che saliva su una Volante portandosi sotto al volo Blu Panorama, dove c’era la campana con i bagagli, ove tagliando la rete, prese la merce.

Alla scena per un fortuito caso del destino, assisteva il figlio di Carlo Toto, proprietario della compagnia aerea, il quale avvisava la polizia, da lì partirono le indagini, fino ai fermi.

Il Calleri non resse la tensione, iniziò a parlare, dicendo tutto al pm Edmondo De Gregorio.

Che il Leonardo da Vinci fosse pericoloso si sapeva da parecchio, come il litorale e la suburra, lo hanno scritto agli inizi del 2003 due investigatori che hanno imbastito la trama dell’operazione «Alba nuova» contro la mafia del litorale, portata a termine dalla Squadra mobile con 51 arresti.

Loro si chiamano Gaetano Pascale e Piero Fierro, loro hanno scritto nelle informative, che la malavita si riforniva con carichi di stupefacente che atterravano allo scalo romano e passavano indisturbati grazie alla complicità di agenti venduti.

Per questa loro “ultima attività” furono anche decorati, però poi O’Sistema lì ha epurati, con poche righe sui loro rimborsi in busta paga e sono stati riformati, come furono alterati gli atti delle loro attività di investigazione, dalla mano bianca de O’Sistema.

Chi tocca l’aeroporto, chi tocca O’Sistema, in qualche modo scompare, come è successo a molti investigatori di successo, onesti servitori di questo Stato, come molti uomini e donne ai quali non è stato consentito di fare il lavoro che sognavano, perché forse troppo onesti e poco inclini ai compromessi.

Troppi casi, #780, #1148, condannati reintegrati Polizia di Stato, mentre……. non è accettabile tutto ciò, dobbiamo dire basta e riportare la Legalità nelle Istituzioni partendo dalle FF.OO.

Alcune fonti: http://www.il tempo.it/cronache/2014/06/10/dama-bianca-auto-sospette-e-droga-il-giallo-del-maresciallo-suicida-1.1259348

EP

Consulente per la Sicurezza

Esperto di Terrorismo Internazionale

Esperto Giuslavorista Sindacale

Redazione [email protected] Roma

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