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Minibot altra moneta?


La vostra fiducia è il nostro bene più prezioso. I minibot o sono altra moneta, e sarebbe illegale, o sono altro debito, e allora il debito sale. La seconda affermazione, corollario della prima, sarebbe vera se i minibot fossero valuta.
Il primo equivoco, alimentato dagli inventori, nasce dal nome. I minibot, infatti, non sono buoni del Tesoro, ma titoli di pagamento da emettere in formato cartaceo in tagli uguali a quelli della banconota euro, dal valore pari a quello della valuta comune, da erogare a saldo di debiti già contabilizzati dalla pubblica amministrazione. Tutto nasce dall’enorme somma che le amministrazioni pubbliche devono ai loro fornitori: si tratta di almeno trenta miliardi, più probabilmente cinquanta o più.
Giuridicamente, i minibot non sono BOT e neppure moneta. Non sono BOT perché mancano della scadenza e non producono interessi. Non sono moneta in quanto non hanno corso forzoso, la loro accettazione è volontaria, un po’ come buoni pasto estesi all’intero sistema di scambio.
Mi sembra evidente la violazione del comma 1 dell’articolo 128 del trattato di Lisbona (che ha consolidato i vari trattati dell’Unione), il diritto esclusivo della BCE a emettere banconote, le uniche a corso legale nell’Eurozona.
Mimmo Leonetti
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