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DOMANI TORNA YULIN. APPELLO ALLA COMUNITA’ CINESE IN ITALIA: RIBELLATIVI A QUESTA BARBARIA.


Roma (20 giugno 2019) – Ritorna domani l’incubo del festival della carne di cane a Yulin in Cina, quest’anno il festival inizia domani  21 giugno e in questa occasione saranno oltre diecimila i cani torturati e uccisi per essere poi cotti e mangiati da migliaia di persone, orbene anche in Cina in questi anni si è sviluppato un movimento contrario a queste fiere a base di carne di cane cotto. Ma in alcune zone del paese e più diffusamente in diversi paesi dell’Asia sud orientale (Vedi la Corea del Nord) sono ancora serviti piatti e pietanze a base di carne di cane. L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA come tutte le associazioni animaliste che operano in ogni parte del mondo si dice contraria a questi massacri (e lo stesso vale da noi per la questione degli allevamenti intensivi di animali da carne) ma il presidente AIDAA Lorenzo Croce quest’anno lancia un appello alla folta comunità cinese presente nel nostro paese perché siano gli stessi cinesi, i quali sempre più in Italia come in Cina possiedono un cane quale animale da compagnia a protestare facendo sentire la loro voce contro questa tragedia. “Io parlo ogni giorno con persone di nazionalità cinese che amano i cani quanto se non più di quanto li amano molti italiani- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- e come noi sono indignati per quanto accade a Yulin, anche se dobbiamo ricordare i massacri che quotidianamente avvengono da noi di milioni di animali che finiscono sulle nostre tavole e per i quali sono ben pochi quelli che si indignano. Però- prosegue Croce- un passo in avanti potrebbe essere una presa di posizione pubblica delle comunità cinesi in Italia e delle associazioni culturali italo-cinesi perché siano loro a dire basta a queste barbarie, da qui il mio appello alla comunità cinese in Italia perché faccia sentire la sua voce per dire basta al massacro dei cani di Yulin, come credo sia buona cosa che noi italiani si faccia sentire la nostra voce per dire basta al massacro di milioni creature allevate ed uccise solo perché destinate a diventare cibo per noi opulenti occidentali”.

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