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Mercatone Uno: M5S fa il punto sulla situazione

Mercatone Uno: M5S fa il punto sulla situazione
Mercatone Uno: M5S fa il punto sulla situazione

In un comunicato stampa diffuso dall’Onorevole Riccardo Olgiati il Movimento 5 Stelle cerca di fare luce sulla confusa situazione del Mercatone Uno e dei 1.800 lavoratori dei 55 punti vendita sparsi in tutta Italia.

Con la nomina dei commissari straordinari, nelle persone del Dott. Giuseppe Farchione, dell’Avv. Luca Gratteri e del Dott. Antonio Cattaneo, si apre una nuova fase per la Mercatone Uno, la storica azienda che, con il fallimento della holdingShernon, proprietaria dall’anno scorso del marchio storico e dei 55 punti vendita sparsi su tutto il territorio italiano, si è ritrovata a gambe all’aria insieme ai 1800 lavoratori che da un giorno all’altro si sono ritrovati a casa.
Il Governo si è fatto carico da subito della situazione e venerdì scorso l’Inps ha emanato una circolare operativa per la copertura immediata attraverso il fondo di garanzia dei loro TFR, al fine di garantire liquidità dopo oltre tre settimane senza stipendio e senza ammortizzatori sociali.
Oggi interveniamo con la nomina dei nuovi commissari straordinari che come primo atto della loro gestione hanno rinnovato la cassa integrazione per i lavoratori, riattivando l’esercizio provvisorio e dando loro un minimo di respiro e serenità per pensare al proprio futuro.
Parallelamente abbiamo lavorato anche per i tanti fornitori, anch’essi fortemente penalizzati da mesi di fatture non pagate, e con un emendamento al DL Crescita, che proprio nei prossimi giorni sarà approvato definitivamente, abbiamo ampliato la platea dei beneficiari del Fondo per le vittime di mancati pagamenti anche al caso specifico, tutelando le imprese che sono state danneggiate dalla crisi dell’azienda. Circa 10.000 lavoratori dell’indotto che, come i lavoratori e le loro famiglie, pagano la scellerata gestione dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. I reati commessi dai debitori includeranno ora anche bancarotta, bancarotta fraudolenta e ricorso abusivo al credito: in questo modo tutte le aziende dell’indotto, che erano in attesa di pagamenti, potranno accedere ai fondi che sono estesi anche ai professionisti.
Il passo successivo ora sarà ancora più importante, cioè quello di attivarsi per la ricerca di nuovi investitori solidi che possano garantire la continuità ed il rilancio della società.
Anche il punto vendita di Legnano ed i suoi 34 dipendenti hanno subito le conseguenze dell’operazione che il Ministro Calenda ha condotto in porto nel 2018, anticamera di un fallimento decretato dal tribunale di Milano a fine maggio 2019, che avrebbe potuto essere evitato.
Con un rapido controllo su internet ci si sarebbe accorti di come una società, che si spacciava per multinazionale con sede a Malta in un normale appartamento di famiglia, non aveva nessuna credibilità per rilevare un marchio così importante e prestigioso, ed infatti è riuscita ad accumulare debiti per quasi 100 milioni in 8 mesi di gestione ed oggi è indagata per bancarotta fraudolenta. Insomma, una società fantasma che ha portato al disastro un marchio che già negli anni precedenti non navigava in ottime acque.
L’ennesima tragica situazione, ereditata da un Governo che ha reso il precariato una filosofia di vita e che ci vede impegnati a dover trovare soluzioni a disastri già annunciati.

Riccardo Olgiati

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