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Taxi, confronto col comune di Milano

di Giuseppe Criseo

Si è ventilato un possibile aumento delle licenze taxi, evento che aumentando la concorrenza, è malvisto dai tassisti che fanno una serie di considerazioni partendo dal presupposto che il servizio non dipenda solo e soltanto dai numeri ma anche da altri aspetti.

Propongono un servizio adeguato alle esigenze dell’utenza con miglioramenti in alcune fasce orarie, l’aumento delle doppie guide, ma sono anche aperti alla discussione del taxi sharing.

Altri strumenti che i tassisti di tutte le categorie mettono sul piatto è la considerazione dei tempi di apertura e chiusura della metropolitana, oltre al fattore fondamentale dei flussi del traffico che vanno ad appesantire la lunghezza delle corse coi costi maggiori per l’utenza.

Segue il comunicato ufficiale in forma integrale:

Il Trasporto Pubblico Locale non di linea non è solo questione di numeri

L’incontro dello scorso 31 maggio con il Comune di Milano segna l’avvio di un possibile confronto sul comparto taxi, per rendere il servizio pubblico milanese – già oggi tra i migliori in Europa – ancora più adeguato alle esigenze di mobilità di cittadini e city users che attraversano ogni giorno Milano.

L’attenzione dell’amministrazione per il settore è positiva se non si riduce a una semplice questione di numeri, più licenze o meno licenze. L’efficienza del servizio dipende infatti da diversi fattori. Aumentare il numero di licenze lasciando intatti altri nodi è come guidare un’auto potente con il freno a mano tirato.

Non necessariamente più licenze, quindi, ma un impiego più razionale di quelle esistenti, così da favorirne un uso flessibile e conforme alle mutevoli circostanze della vita cittadina, ma anche della congiuntura economica. Miglioramenti del servizio, soprattutto in alcune fasce orarie, si possono ottenere con interventi su diversi fronti. Con una diversa modulazione dei turni, stabiliti da Regione Lombardia, come segnaliamo da tempo senza essere ascoltati. Con l’aumento delle doppie guide, strumento introdotto dal decreto Bersani, per incrementare l’offerta di taxi facendo circolare le auto sedici ore al giorno. Da studiare anche l’idea, suggerita dal Comune, del taxi sharing. A ben vedere, proprio il taxi è stato il primo mezzo condiviso a girare in tutte le città del mondo: condividerlo abbatte costi e tempi d’attesa.

Sull’amministrazione ricade però la responsabilità di garantire condizioni minime per una puntuale erogazione del servizio. Il tema della viabilità è cruciale per determinare l’efficienza di tutto il trasporto pubblico, dai taxi ai tram. Solo il Comune può adottare misure capaci di privilegiare davvero chi sceglie di muoversi con i mezzi pubblici. La situazione limite del traffico è nota, specie in centro, dove si concentra il maggior numero di spostamenti. Un taxi che impiega più tempo del normale per arrivare a destinazione è un taxi più caro e un taxi occupato troppo a lungo. L’aumento delle licenze non renderebbe le strade più libere…

Una riflessione sarebbe forse da avviare anche sugli orari di apertura della metropolitana, diversi da quelli offerti in altre città del mondo. Nelle ore notturne il servizio taxi è delegato a farsi carico di un bisogno di mobilità che altrove condivide con altri mezzi anche nel cuore della notte.

Ribadiamo però la comune volontà di mettere in campo gli strumenti necessari previsti dalla legge, quali la Commissione di Monitoraggio, per migliorare la nostra offerta, così che l’utenza continui a scegliere il servizio pubblico per i suoi spostamenti in città. Per questo contiamo sulla razionalità dei provvedimenti da adottare per raggiungere l’obiettivo di una mobilità che sia davvero smart a vantaggio di tutti, tassisti inclusi.

FIT CISL – FEDERTAXI CISAL – T.A.M. – UNIONE ARTIGIANI della Provincia di Milano – S.A.Ta.M – CNA LOMBARDIA – URITAXI – U.G.L. Taxi – UNICA Milano C.G.I.L. – CONFCOOPERATIVE – UIL Trasporti – Yellow Taxi 6969 – Radio Taxi Velasca 8585 – Taxiblu 4040 – Lega Coop –

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