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Miriam Arabini si dimette da assessore di Busto

Di Giuseppe Criseo

E’ un brutto periodo per il sindaco Antonelli, che non si aspetta tante vicissitudini e colpi di scena, ma la politica è sempre più altalenante, impegnativa e incerta a Roma come in periferia.

L’avvocatessa Arabini non si sentiva più a suo agio e d’altra parte chi proviene dalla società civile si trova di fronte una realtà complessa, piena di invidie e di interessi non sempre lineari.

Tra i casi che sicuramente le hanno lasciato l’amaro in bocca ricordiamo la vicenda Aler sulla parte economica della gestione delle case popolari Aler : ”  Queste debbono essere circostanze sconosciute a chi mi ha preceduto, essere la continuità politica non significa essere la continuità nella superficialità.

Una persona di carattere e rigore che non accetta compromessi.

Segue la sua lettera di dimissioni.

Caro Sindaco,

dopo tre anni di intenso e proficuo lavoro di programmazione e realizzazioni importanti nei fatti e non solo sulla carta, con la presente sono a rimetterti le mie deleghe, da Te affidatemi nel lontano giugno 2016 senza che nulla Ti chiedessi; ero una consigliera comunale eletta dal popolo nella tua lista, per me era sufficiente.

Comprendo la necessità di dare soddisfazione ai nuovi equilibri, così come comprendo che l’esecutivo a cui tu anelavi durante la campagna elettorale e nel quale abbiamo avviato il nostro cammino amministrativo si è realizzato solo parzialmente ed ora deve lasciare il campo ad un esecutivo che deve allinearsi con un nuovo Consiglio Comunale.

È nella natura della politica fatta dai partiti, non dai civici. La mia decisione vuole agevolare questo tuo percorso, ho accettato un compito affidatomi e non richiestoTi, (lo ribadisco nel caso qualcuno potesse credere che Te lo avessi chiesto), con un grande senso di responsabilità credendo che tu me lo avessi affidato riconoscendomi le competenze necessarie. Ho svolto il mandato con tenacia, correttezza e sempre con un profondo senso di legalità, mettendo a disposizione dell’intera comunità le mie competenze ed il mio tempo, sottraendolo alla mia attività professionale, già per me il comune non è corrisposto ad un ufficio di collocamento, ho sottratto tempo anche alla mia famiglia, ho vissuto un bagno di umiltà arricchente.

Ho creduto che far del bene potesse portare del bene, non conoscevo la politica e nemmeno gli uomini e le donne che fanno politica, il mio mondo lavorativo era ed è fatto di altro: di rispetto, di dignità, di lealtà, così non è questo mondo che corre su un binario parallelo al reale, ho stretto i denti e superato meschinità, invidie, “sgambetti” tutti dentro la nostra coalizione, ho superato prove che credevo di non poter superare e diciamolo ho dovuto sopportare umiliazioni che un professionista, una donna con decenni di carriera consolidata non dovrebbe sopportare, ma l’ho fatto perché tutte le volte che condividevo le mie difficoltà a continuare, dettate da mero bullismo, chi ha apprezzato il mio operato mi pregava di non “mollare”.

La scelta di voler capire quando bene avessi fatto in un anno e mezzo la scelta di non mettermi nelle condizioni di scegliere tra me e un altra o un altro, il brillante risultato delle Regionali mi ha fatto capire che avevo fatto bene! Il mio operato era stato riconosciuto, sola in corsa senza appoggio di NESSUNO, anzi… Lo posso dire: una contro tutti.

Ora la debacle del partito che non era mio, ma che lo era diventato, a nulla serve dire non ho rinnovato la tessera, non darò giudizi su nessuno, ma questo ultimo periodo mi ha fatto provare sentimenti mai provati prima: amarezza, delusione, rabbia, mi sono sentita e mi sento umiliata e ghettizzata da chi l’avesse, ed invece mi ritrovo a dover ricevere l’umiliazione di aver incontrato persone, che proprio chi mi umilia, già frequentava. E questo non posso lasciar passare.

Le belle persone che ho incontrato altrove, in mezzo alla strada, nelle associazioni non profit, nelle scuole, nelle comunità minori, tra gli anziani, tra i dipendenti tutti dei Servizi sociali, che mi hanno sopportata con la mia rigidità, con la mia intransigenza, con il mio rigore, a loro dico grazie, a Te sindaco va il mio ringraziamento per avermi dato questa opportunità.

Ricorda e rammentalo a chi con te continuerà a governare: la disciplina, il lavoro, il rispetto, la dignità non debbano mai venire meno per offrire alla nostra comunità ciò che ha il diritto di ricevere da chi amministra.

Con osservanza che un sindaco deve pretendere sempre

Miriam Arabini (avvocato politico per caso)

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