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Cairate/Cartiera Mayer riparte il processo contro Marcello Pedroni.

Prealpi Servizi, era l’ente che doveva occuparsene: ” L’attività dell’azienda è legata alla tutela e al risanamento dell’ambiente e in particolare alla gestione del servizio idrico integrato

Era presieduta dal presidente William Malnati e dal consigliere delegato Marcello Pedroni, che è stato indagato per non aver reso l’area meno pericolosa, ma ora col cambio di giudice, ripartirà il processo col giudice monocratico di Busto Giulia Pulcina.

L’avvocato di Pedroni Massimo Pellicciotta,  ha precisato: «Non era la prima volta che andavano lì. Conoscevano i pericoli ai quali andavano incontro».

Ripercorriamone la storia.

Il 28 dicembre 2015, dopo la morte di un ragazzo alla cartiera Mayer siamo stati sul posto per verificare dal vivo le condizioni dell’area che si vedevano nel video sottostante.

La cartiera era attiva forse dal 1608, ampliata e trasformata fino a divenire  nel 1881, la Cartiera Canziani & C. Nel 1891 l’attività fu rilevata da Enrico Vita, che la ribattezzò (1897) Cartiera Enrico Vita & C.

Divenne Cartiera Vita & Mayer nel 1900 rilevata da un’importante famiglia torinese. Nel 1904, con la nascita della Ferrovia della Valmorea, allora detta della Valle Olona arrivo pure la ferrovia di cui si notano ancora i binari tra l’erba. Una realtà importante: forniva lavoro a 440 persone e produceva 6000 tonnellate di carta all’anno .

E nonostante le alluvioni dell’Olona del 1908 e successivi, la cartiera si ampliò, con grandi edifici ed una scuola professionale per gli addetti. I Mayer scapparono dall’Italia visto che erano ebrei, durante il Fascismo.

Riprese a crescere tra gli anni ’50 e il ’60 arrivando a 2500 dipendenti e si allargò fino a Fagnano Olona con la Cartiera Sterzi ed il Sacchettificio Bisson & C.

Dopo la crisi del ’71 arrivò il declino e pure le inondazioni, lo stato intervenne con due milioni chiedendo ai Mayer di investire pure al Sud.

L’11 agosto ’77 chiusero due stabilimenti e poi arrivò il fallimento e lo stato di abbandono della fabbrica. Nel 2015 in seguito alla morte di un ragazzo intervenne la Procura col sequestro e la messa in sicurezza dell’area.

Il video che abbiamo fatto è di quei giorni dopo il sequestro.

Nel 2017 si iniziò un primo parziale percorso di recupero e smaltimento dell’eternit. Vicenda seguita da Federico Simonelli, primo cittadino fagnanese, Paolo Mazzucchelli, suo collega di Cairate e dell’assessore tradatese al Pirellone con deleghe a post Expo e città metropolitana Francesca Brianza

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