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Inchiesta POSTALMARKET

TRAFFICO DI DROGA TRA L’ALBANIA ED IL TRENTINO: CARABINIERI ARRESTANO 17 PERSONE.

Una struttura ramificata ed altamente efficiente, articolata e non rudimentale. È così che il Giudice per le Indagini
Preliminari del Tribunale di Trento – nella sua ordinanza
cautelare custodiale, accogliendo le richieste del Sost. Proc. Dott.
Davide OGNIBENE – qualifica l’organizzazione criminale individuata dai Carabinieri
della Compagnia di Cles, i quali, nel corso di oltre un anno di indagini, hanno
documentato più di 1.500 cessioni di sostanza stupefacente delineando un’associazione a delinquere finalizzata al
traffico di sostanze stupefacenti
di diversa natura, prevalentemente
cocaina di elevata purezza e marijuana. Operazione durante sono stati
sequestrati circa 400 grammi di cocaina, altrettanti di marijuana, 50 grammi di
hashish, come pure MDMA in cristalli e pasticche di ecstasy.

L’inchiesta, avviata alla fine del
2017 con il sequestro di alcuni quantitativi di droghe sintetiche acquistate
ricorrendo al c.d. deep web (è da
questo dettaglio che trae spunto il nome attribuito all’inchiesta,
POSTALMARKET), ha consentito di documentare, per mezzo di numerosi servizi di
osservazione e pedinamento molte volte condotti “a riscontro” di attività di
intercettazione telefonica e di localizzazione delle utenze medesime, ruolo e
condotta dei diversi indagati, alcuni dei quali già gravati da specifici
precedenti, ovvero un autentico traffico di droga che dall’Albania veniva
canalizzata verso le provincie di Trento, per essere smerciata nelle Valli del
Noce (prevalentemente in Val di Non), e di Brescia.

Il grave reato di natura
associativa viene contestato a 12 dei 18 destinatari del provvedimento, 8
albanesi e 4 italiani. Sono gli stranieri ad occupare i vertici della strutturata
organizzazione. Il traffico di droga è diretto (dall’Albania, dove è tornato a
stare dopo aver trascorso un periodo della sua vita in Italia) da G. V. classe
85 (catturando resosi irreperibile). Due compagini parallele, una operante in
Val di Non, a Ronzone, l’altra nel bresciano, costituiscono i successivi
livelli dell’associazione. A quella operante in Trentino ne è subordinata
un’altra, composta da consumatori di droghe, e deputata prevalentemente alla
cessione ed al reperimento, per lo smercio, di droghe sintetiche acquistate
ricorrendo al dark web, in forma anonima e tramite corriere. Il “gruppo noneso”
ha poi indirizzato il proprio interesse verso la piazza di spaccio di Bolzano,
affidandosi a connazionali per poter riscuotere del necessario supporto, operativo
e logistico. Il lavoro portato avanti dai militari della Compagnia di Cles ha in
sostanza delineato un esteso e ben organizzato giro di droga, interpretando il
ruolo di ogni protagonista. Mai, prima d’ora, a consorterie delinquenziali
attive in Val di Non era stata contestata una forma di reato “associativo”.

Lo stupefacente immesso sul mercato
dagli associati, come detto, è di “alta qualità” (di questo gli indagati se ne
fanno vanto) e, per questo, è venduto ad un prezzo importante: 100 euro per un
grammo di cocaina e sconti, peraltro minimi, solo in caso di acquisti più
sostanziosi. Le dinamiche di approvvigionamento, come pure quelle di spaccio,
sono gestite in maniera molto accorta. I diversi “recuperi” di droga (indagine
durante sono state sorprese in flagranza di reato 10 persone, 3 delle quali
tratte in arresto, e svariate sono state le segnalazioni all’autorità di
governo ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/90) hanno conferito significato
specialmente al contenuto dei dialoghi intercorsi tra gli indagati ed offerto
una certa chiave di lettura al loro linguaggio, come frequentemente si è avuto
modo di riscontrare in contesti delinquenziali del genere indagato, codificato
in forma criptica.

Le perquisizioni eseguite in
concomitanza con la notifica del provvedimento cautelare – che in Trento e
Brescia sono state condotte, rispettivamente, con il supporto di unità cinofile
dell’Arma e della Guardia di Finanza – hanno portato al sequestro di diversi elementi
avvaloranti l’impianto accusatorio (droghe, materiale per il confezionamento
delle dosi, bilance di precisione, contanti per migliaia di euro). Uno degli
arrestati, in particolare, è stato trovato in possesso di oltre 20 grammi di cocaina
e di più di 1.000 euro in contanti.

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