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Pubblicato il: 21 Maggio 2019 alle 14:26

OPERAZIONE “PROMETEO”in carcere 3 militanti anarco-insurrezionalisti

OPERAZIONE “PROMETEO”

Questa mattina, i Carabinieri del R.O.S. hanno dato esecuzione ad un’ordinanza
di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta
della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 3 militanti
anarco-insurrezionalisti, ritenuti responsabili di attentato per finalità
terroristiche o di eversione in relazione all’invio di tre ordigni esplosivi.

Il
provvedimento scaturisce da un’attività investigativa avviata nel 2017
dal R.O.S. a seguito dell’arrivo di tre plichi esplosivi il 07 giugno 2017 al dott.
Roberto Maria SPARAGNA e al dott. Antonio RINAUDO, magistrati della Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Torino impegnati in indagini sugli
anarchici, e il 12 giugno 2017 al dott. Santi CONSOLO, all’epoca direttore del
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma. Gli ordigni,
composti da un meccanismo di attivazione a strappo, per le loro potenzialità costruttive potevano
ledere anche la vita dei destinatari.

Nel corso dell’operazione antiterrorismo
sono stati arrestati: BRUNA Giuseppe, 49enne, agrigentino trapiantato a
Ferrara, FIROZPOOR Robert, 23enne di origine iraniana, infermiere nel modenese
ed attivo nel laboratorio libertario Ligera di Modena, e SAVIO Natascia, 35enne,
torinese, localizzata in Francia nei pressi di Bordeaux, dove stava svolgendo
lavori stagionali nel campo della viticoltura.

I procedimenti penali inizialmente instaurati presso le Procure di Roma e
Milano sono stati successivamente unificati presso la Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Milano e affidati al Sost. Proc. dott. Piero BASILONE e al
coordinatore del Gruppo Antiterrorismo dott. Alberto NOBILI.

Gli accertamenti svolti hanno evidenziato come i tre si fossero incontrati
a Genova il 27 maggio 2017 per attuare il progetto eversivo. Nel capoluogo
ligure, dove allora BRUNA Giuseppe abitava prima di trasferirsi a Ferrara per
svolgere attività di assistenza presso una struttura per anziani, i tre hanno
acquistato i componenti per il confezionamento degli ordigni.

BRUNA Giuseppe e SAVIO Natascia, infatti, venivano individuati dalle
immagini di videosorveglianza della chiesa di San Luca, che li riprendeva
mentre acquistavano presso un negozio gestito da cittadini cinesi le buste
multiball all’interno delle quali venivano occultati gli ordigni.

Nello stesso orario, in un adiacente internet point di Genova, venivano
ricercati in rete gli indirizzi dei destinatari a cui sarebbero stati inviati i
pacchi esplosivi. Analoga ricerca veniva effettuata sul sito degli avvocati, da
cui venivano scaricati mittenti fittizi. I tre arrestati si ricongiungevano
poco dopo venendo immortalati mentre passeggiavano camminando distanti.

BRUNA Giuseppe, FIROZPOOR Robert e SAVIO Natascia avevano un significativo
comportamento telefonico, tipico del modus operandi utilizzato anche in altri
attentati anarchici, in quanto spegnevano i telefoni proprio nell’orario a cavallo
dell’acquisto dei componenti e delle ricerche web.

Il triplice attentato esplosivo si
inquadrava, per tempi e modalità di esecuzione, nell’ambito della campagna
d’azione lanciata dal documento istigatorio “Per un giugno pericoloso”, elaborato a Roma nell’aprile 2017 con lo
scopo di sviluppare una nuova prospettiva della lotta anarchica più violenta
contro la repressione. Nella medesima campagna di giugno erano stati compiuti
numerosi attentati in Italia e all’estero.

Tale campagna esplosiva rappresentava
l’avvicinamento di esponenti della corrente sociale al metodo esplosivo della
FAI, secondo i dettami dell’ideologo detenuto della FAI COSPITO Alfredo, che da
tempo aveva aperto nei suoi proclami anche all’azione anonima.

Proprio la commistione di azioni e di
obiettivi segnava l’intreccio delle lotte sotto il comune denominatore della
violenza antisistema.

In questo senso sono emblematici gli
obiettivi colpiti:

  • il
    dott. Roberto SPARAGNA, Pubblico Ministero nel processo “Scripta Manent” contro esponenti della FAI/FRI, processo recentemente
    conclusosi con pesanti condanne;
  • il dott. Antonio RINAUDO, PM torinese
    che ha storicamente condotto processi contro gli anarchici; a questo proposito SAVIO
    Natascia, nel 2016, era stata destinataria di un provvedimento di obbligo di
    dimora proprio in procedimento del dott. RINAUDO;
  • il
    dott. Santi CONSOLO e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria,
    considerati simboli della repressione carceraria e responsabili delle
    vicissitudini carcerarie del detenuto Maurizio ALFIERI, criminale comune
    politicizzatosi in carcere, che era stato traferito dal carcere di Milano Opera
    a quello di Napoli Poggioreale. Le indagini, poi, hanno accertato come proprio FIROZPOOR
    Robert fosse tra i promotori della campagna contro il DAP e a sostegno di
    ALFIERI, con cui intratteneva numerosi contatti epistolari e ideologici e a cui
    forniva anche sostegno economico.

Inoltre, le indagini svolte hanno evidenziato uno
stretto collegamento di FIROZPOOR Robert con l’anarchico di origine nigeriana
UMORU Divine, arrestato nell’agosto 2016 a Bologna per possesso di materiale
esplosivo e documentazione propedeutica al compimento di attentati.

Tale arresto assumeva particolare rilievo in quanto
potrebbe rappresentare uno dei moventi dell’attentato esplosivo alla Stazione
CC di Bologna Corticella del 27 novembre 2016 (unitamente alla allora recente
esecuzione dell’operazione per Scripta Manent – 06 settembre 2016). Infatti,
l’attentato alla Stazione Corticella, di sicura matrice anarchica, rappresentava
il primo attentato di rilievo dopo l’operazione Scripta Manent.  

A conferma della prospettiva violenta
degli arrestati, in una recente conversazione intercettata, SAVIO Natascia,
mentre si trovava a Madrid, commentava negativamente l’inerzia del movimento
spagnolo, affermando di voler invece “mettere
le bombe
”.

Roma, 21.05.2019

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