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Legnano, Alberto da Giussano, Linda Lapersi, storica tesi di laurea magistrale sul guerriero

Alberto da Giussano, noto simbolo di secessione e federalismo, nato nell’Ottocento per rappresentare l’unità italiana, torna al suo significato originario.

Durante gli anni ’80 e ’90 del secolo scorso la Lega Nord ha utilizzato la ritualità e la simbologia come capisaldi per la costruzione della propria identità.

All’interno dello spettro simbolico del partito spicca la figura del Guerriero di Legnano, stilizzazione della statua risorgimentale voluta da Giuseppe Garibaldi per simboleggiare l’unità italiana.

La tesi di laurea magistrale di Linda Lapersi, discussa presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, si interroga sull’uso politico di questo simbolo dal momento in cui viene assorbito nello spettro simbolico del partito.

La ricerca analizza nello specifico il Guerriero di Legnano, noto come Alberto da Giussano, e il simbolo di cui esso stesso è stato portatore, nell’età risorgimentale prima e durante la sua riscoperta, il suo riutilizzo e la sua risignificazione alla fine del XX secolo.

In sostanza, qual’è stato il processo che ha portato la figura del Guerriero a passare da simbolo di unità nazionale italiana durante l’Ottocento a simbolo di unità “padana”, di secessione e di federalismo alla fine del Novecento? Inoltre, con il cambio di rotta operato all’interno della Lega da Matteo Salvini, questo simbolo potrà tornare a rappresentare l’unità nazionale?

Potrà tornare a simboleggiare quel valore dei “nostri antenati che riuscirono a bastonare lo straniero” promosso – durante il 1862, in piazza San Magno a Legnano – dall’“eroe dei due mondi”? E soprattutto, perchè nonostante tutta questa risignificazione vissuta, nonostante i cambiamenti del partito, il Guerriero di Legnano è l’unico simbolo storico rimasto all’interno dello spettro simbolico?

La simbologia, il mito e il rito, alla fine degli anni ’90 del Novecento, vengono utilizzati dal partito Lega Nord per creare nella base un senso di comune appartenenza emotiva e affettiva.

Come affermato da Ernast Renan, la nazione non si fonda solo su principi come la razza, la lingua o la religione ma su un “principio spirituale comune”, sul possesso da parte di tutti della medesima storia e dei medesimi ricordi.

La Lega ha cercato questo radicamento nel passato e l’ha trovato nella storia medievale della Lega Lombarda dei Comuni.

È da questo passato che il partito riprende simboli e miti che le hanno fatto assumere un carattere politico facilmente assimilabile.

Tra questi simboli ritroviamo appunto il Carroccio, la croce di San Giorgio, il Giuramento di Pontida, ma soprattutto il leggendario – non realmente esistito – Alberto da Giussano.

Il Guerriero di Legnano, diventa così l’eroe “utile” alla costruzione di questa identità leghista.

Umberto Bossi, utilizzando gli stessi espedienti evoca gli avi degli eserciti lombardi che lottarono contro il centralismo e mette in relazione gli eletti di oggi con gli antenati medievali.

Bossi attua una reinterpretazione del Guerriero, attribuendogli significati completamente nuovi e trasformandolo da elemento di unione a elemento centrale del discorso sulla secessione leghista, sull’indipendenza del nord.

Ma nonostante questa risignificazione la figura in profondità tende sempre a rappresentare una spinta identitaria. I

Il Guerriero resta, senza vincoli temporali, fissato nel suo monumento incarnando la stessa spinta alla difesa di un’identità collettiva – storica, geografica e culturale – nei confronti di un nemico.

Il simbolo del Guerriero è stato costruito perchè il popolo italiano, nell’Ottocento, si riconoscesse nella figura del combattente, popolo che alla fine del Novecento diventa quello padano per poi tornare negli ultimi anni, con il cambio di rotta ai vertici della Lega, di nuovo italiano.

Non importa se il nemico è il Sacro Romano Impero medievale, lo stato centralista, Roma, il migrante o l’Unione Europea, il Guerriero di Legnano viene utilizzato per costruire questa identità italiana o padana che sia.

Il simbolo, a prescindere dalla nazione che identifica, viene a rappresentare delle specifiche virtù e caratteristiche, contrapposte a quelle del nemico di volta in volta individuato.

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