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Pubblicato il: 19 Maggio 2019 alle 20:39

Ampio sversamento di acque reflue in frazione Villadosia

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Quale consigliere comunale e capogruppo nel Gruppo consiliare di minoranza nel Comune di Casale Litta, preme evidenziare una grave situazione che sta colpendo, ormai da tempo, il nostro territorio.

E visti anche gli eventi delle ultime settimane, giova ricordare che segnalarlo e farlo presente, in ogni sede, è un dovere, in ossequio all’art. 54 della Costituzione.

La situazione in esame è stata formalmente segnalata da oltre due mesi ma, ad oggi, non è ancora stata affrontata in modo tangibile e tempestivo, concretizzandosi così un costante pregiudizio per ogni giorno di ritardo.

Si tratta di un ampio sversamento di acque reflue e altri materiali (come, peraltro, già successo in passato sul nostro territorio), in frazione Villadosia, che sta gravemente mettendo a rischio le falde che alimentano l’acquedotto e, conseguentemente, la pubblica salute, in contrasto al precetto costituzionale dell’art. 32.

Sversamento che, da un impianto di depurazione, si incanala (tracimando nei campi e nei boschi latistanti) nel reticolo idrico minore.

Falde pregiate, dato che, poco distante, esisteva una famosa azienda di acque minerali che molti di noi ancora oggi ricordano.

Ciò mette a rischio anche la pubblica e privata incolumità, visto che chiunque (specie un minore) può incappare in qualche insidia, presente nei luoghi interessati, mancando tutt’oggi qualunque misura di cautela.

Nonché la privata proprietà: le attività agricole e forestali limitrofe e contigue a quest’area non ne traggono certo giovamento.

I soggetti interessati (ossia Ente Locale e società di gestione del servizio idrico integrato), come già anticipato, sono stati formalmente informati al riguardo, in più occasioni, ma da oltre sessanta giorni, salvo sopralluoghi, non è ancora stato fatto nulla.

In particolare, per quanto di nostra competenza, si evince che chi doveva svolgere le proprie funzioni di polizia idraulica nei confronti del reticolo idrico minore o RIM (In forza del R.D. 25 luglio 1904 n. 523, della L.r. 15 marzo 2016 n. 4 s.m.i., della L.r. 29 giugno 2009 n. 10 s.m.i., della D.g.r. n. 7581 del 18 dicembre 2017 e della D.g.r. n. 698 del 24 ottobre 2018), attuando una vigilanza, una cura ed una manutenzione del reticolo medesimo, pare non averlo fatto, nel corso del tempo, ed, in riguardo a ciò, il nostro Gruppo ha presentato formale interrogazione al riguardo.

Ora, però, pare tempo di intervenire rapidamente, con il ripristino integrale dello stato dei luoghi.

Non dimentichiamoci che ciò rileva anche ai fini del Codice dell’ambiente (D.Lgs. n. 152/2006 s.m.i.) e che il nostro Comune (facente parte dell’Ambito territoriale ottimale) è socio, come gli altri Enti Locali, della società che si occupa della gestione e manutenzione sia dell’acquedotto che della depurazione delle acque reflue e, quindi, ci aspettiamo qualcosa di concreto dall’attuale Amministrazione in carica, nelle opportune sedi.

Sarebbe un’evidente contraddizione preoccuparsi di certe vicende “sovra-comunali”, agli onori delle cronache, e non preoccuparsi (né mitigare e risolvere) quelle (meno blasonate) della nostra realtà locale posto, poi, che ci sono ancora altre importanti questioni irrisolte (che si cerca di non affrontare), come il vigente PGT, insanabilmente viziato sotto il profilo amministrativo (tutto documentato ed agli atti), a danno e detrimento degli incolpevoli soggetti che vi fanno affidamento: i cittadini.

E siamo a pochi chilometri da Varese e Gallarate, non in qualche isola sperduta chissà dove, pertanto ci pare più che legittimo chiedere ciò.

Questo contributo, anche fotografico, assurge ad un atto della nostra (pubblica) funzione perché diversamente, come direbbe qualcuno, disinteressandosene, a rimetterci sono, poi, tutti i cittadini.

Quale consigliere comunale e capogruppo di “Uniti per cambiare”

Avv.  Nicola Turato

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