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IL TRIBUNALE CONDANNA CUB NELLA CAUSA SULLE FIRME

La vicenda che ha portato alla nascita di Airport Handling, dalla sentenza della Commissione Europea del dicembre 2012 all’accordo definitivo sottoscritto in ARIFL il 15 luglio 2014, è stata la più complicata e dolorosa di tutta la storia di SEA.
Nei momenti decisivi della trattativa, quando si cercava disperatamente una soluzione per evitare il fallimento di SEA Handling, la frammentazione dei contratti commerciali con le compagnie aeree, la diaspora dei lavoratori in altre società subentranti, la drastica riduzione dell’occupazione, CUB si è sempre distinta per i suoi pervicaci tentativi di far naufragare ogni negoziato a salvaguardia dei posti di lavoro.
Anche grazie a questo comportamento, la tensione tra i lavoratori, già alta per via della preoccupazione sulla vicenda, raggiungeva soglie elevatissime, e a farne le spese erano i lavoratori che sostenevano la posizione della trattativa: minacce, insulti, armadietti danneggiati, erano infatti lo scenario quotidiano nei reparti.
Questi lavoratori, pur se scossi e spaventati, hanno intelligentemente attivato una raccolta firme, dopo che, in quel clima, il referendum non aveva approvato l’accordo siglato il 4 giugno 2014 che conteneva la totale salvaguardia occupazionale e dopo che, ovviamente, tutti i sindacati promotori del NO (CUB in testa), vista l’incombenza del fallimento e la catastrofe che si stava abbattendo sui lavoratori, si erano eclissati.
La raccolta firme con l’adesione all’accordo del 4 giugno, previo richiesta alle OO.SS. di dettagliare meglio alcuni passaggi dell’accordo bocciato, ha trovato uno straordinario consenso nella maggioranza dei lavoratori, e ha consentito di salvare i posti di lavoro, ma molti firmatari, per timore di subire di nuovo aggressioni verbali o atti vandalici ai propri beni, ha chiesto alle OO.SS. destinatarie della raccolta firme, che non venisse resa pubblica la propria adesione a quella mozione. Non dimentichiamo che quel clima aveva anche prodotto una lettera di minacce contenente dei bossoli destinati ai segretari di FILT-CGIL FIT-CISL UIL-Trasporti UGL-TA e di altri Sindacati.
CUB, che grazie all’accordo del 15 luglio ha potuto tornare a farsi vedere in giro, si è inventata una campagna diffamatoria sulle “le firme false” raccolte dai lavoratori, fino a citare in giudizio le segreterie di FILT-CGIL FIT-CISL UIL-Trasporti UGL-TA.
Ebbene, oggi, a cinque anni da quella vicenda, il giudice si è espresso in modo netto e perentorio, respingendo
ogni pretesa di CUB (che tra le altre cose chiedeva centomila euro di danni alle altre OO.SS.) e condannandola a
pagare tutte le spese, per un totale di oltre sessantamila euro.
Questa sentenza del tribunale civile di Milano sancisce una volta per tutte la verità di quanto accaduto, e cioè che
nulla, nel comportamento di FILT-CGIL FIT-CISL UIL-Trasporti UGL-TA, è stato irrispettoso di Leggi e Contratti.
Spiace per gli iscritti CUB, i cui soldi delle tessere dovranno essere usati per risarcire le spese legali di una vertenza paradossale, che ha tuttavia prodotto effetti reali e sanzioni elevate contro CUB.
Non ci illudiamo che questa sonante batosta possa servire a CUB per rivedere il proprio agire, conosciamo troppo bene i soggetti in questione, la cui priorità non è la tutela collettiva dei lavoratori, ma l’aggressione continua agli altri sindacati per mera propaganda e acquisizione di consenso.
Speriamo però che questo giudizio possa chiudere definitivamente una vicenda drammatica del passato ed aprire una nuova stagione di tutele per i lavoratori di Airport Handling. Lin/Mxp, 10 maggio 2019
Segreterie Regionali e Territoriali FILT-CGIL FIT-CISL UIL-Trasporti UGL-TA
FILT-CGIL Via Palmanova, 22 20124 MILANO tel. 02 67158.1 FIT-CISL Via G. Vida, 10 20127 MILANO tel. 02 89355400 UIL-TRASPORTI Via Campanini, 7 20124 MILANO tel. 02 671103500 UGL-TA Apt. Milano Linate 20090 Segrate (MI) tel. 0274852769
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