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Pubblicato il: 8 Maggio 2019 alle 19:19

M5S BUSTO. Le ripercussioni locali dell’inchiesta “Mensa dei Poveri”

M5S e l'inceneritore
L’inceneritore di Accam

I fatti gravissimi
di ieri che hanno coinvolto esponenti politici e funzionari della Pubblica Amministrazione e delle partecipate ci hanno
trasmesso un profondo senso di rabbia, ma anche un pizzico di orgoglio per la magistratura e per le
forze dell’ordine che hanno fatto indagini tanto complesse. Una grande rabbia pensando a quante volte
abbiamo denunciato pubblicamente la poca trasparenza del cda di Accam (i cui vertici oggi sono in carcere o ai
domiciliari), a quante volte siamo
stati lasciati fuori dalle assemblee e quante volte siamo stati accusati di
volere far fallire un bene
pubblico.

Un CDA verso il quale avevamo chiesto, in consiglio comunale, di valutare
una azione di responsabilità
ricevendo una sprezzante risposta dal sindaco, che lo ha invece sempre difeso e
in più occasioni
promosso e sostenuto.

Tutti i cittadini di Busto e non solo hanno ora l’evidenza del perché alcuni
amministratori della Società
volevano a tutti i costi il proseguo dell’attività oltre il 2021.

Dal dossier del Giudice per le indagini prelinminari
di Milano relativo all’ordinanza
dell’applicazione della misura
cautelare legata all’operazione “mensa dei poveri”
si legge:

“CAIANIELLO ha posto le basi per un ampio disegno criminoso volto ad
accentrare in ACCAM s.p.a.
la totale attività di gestione e valorizzazione dei rifiuti, escludendo
l’impresa che attualmente ha appaltato parte dei servizi, con la mira di
gestirli direttamente in house ovvero di affidarli ad imprese di suo gradimento (gli “allineati” per usare
un’espressione di TOLBAR), evidentemente, disposte a sottostare al più volte descritto fruttuoso “ sistema”
incentrato sulla retrodazione di parte delle erogazioni di denaro pubblico ottenute.”

In pratica un sistema di
spolpamento delle finanze pubbliche a favore di interessi privati.

Nel 2018 ci fu un tavolo tecnico dal quale emersero più scenari possibili
per il futuro della società tra
cui i sindaci-soci avrebbero dovuto scegliere; poi con un colpo di mano Accam
decise che l’unico
scenario possibile era quello che prevedeva il proseguimento dell’attività fino
al 2027 e, a supporto di questa tesi, portò un documento a firma dell’ing.
Crescenti. Oggi l’ing. Crescenti risulta tra gli indagati dell’inchiesta, anche per l’incarco ricevuto da Bordonaro
e Caianiello per lo studio del
proseguo dell’attività di Accam.

Dalle oltre 700 pagine del documento del GIP si
evince un sistema basato su consulenze fittizie e cariche politiche decise a tavolino, con Caianiello
deus ex machina, per generare un giro di introiti di cui alla fine una parte tornava a lui stesso.

Addirittura si legge di un consigliere di Busto Arsizio, nonché referente
provinciale di Forza Italia, Carmine
Gorrasi che non si fa scrupoli a usare una società sportiva, la Busto81, per un
giro di fatture a favore
della campagna elettorale di Palumbo (FI).

Gorrasi, va ricordato, non è un consigliere qualunque ma un punto di
riferimento per il sindaco

Antonelli all’interno del Consiglio Comunale, tant’è
che gli ha conferito la delega alle societàpartecipate.

Ciò premesso chiediamo al sindaco di
relazionare il consiglio comunale e la città tutta sugli
avvenimenti
e gli scandali di questi giorni
, e in pubblica assise lo interrogheremo su alcuni aspetti cruciali:

– Qual’ è stato il ruolo di Nino Caianiello nelle decisioni prese della sua
maggioranza in merito a nomine
di consulenti e dirigenti;

– Se ritiene di prendere provvedimenti verso il consigliere Gorrasi, e
rispetto alle deleghe che gli ha concesso;

– Come intende procedere nei confronti del cda e del direttore di Accam i
cui vertici sono oggi indagati;
e se intende ripensare al piano industriale che è evidentemente inficiato dalle
gravi notizie di questi
giorni;

Dal nostro punto di vista è urgente un azzeramento del cda di Accam,
società a cui oggi non rimane che essere messa in liquidazione chiudere il
prima possibile, vista la mala gestione degli ultimi anni.

Inoltre a nostro avviso, se i fatti verranno confermati, il sindaco Antonelli ha grosse responsabilità nel non aver
vigilato, e anzi in alcuni casi assecondato, un sistema di “interessi
illeciti”
come definito dal documento
del gip di Milano, e dovrebbe valutare seriamente un passo indietro per il bene della Città di Busto Arsizio.

Senza voler peccare di immodestia crediamo che un piccolo riconoscimento ce
lo meritiamo anche noi,
che siamo stati spesso trattati con toni irrisori, per aver contestato in più
occasioni un sistema di Governo
del territorio poco trasparente: oggi assistiamo al crollo di un intero sistema
e confidiamo che le indagini non si arrestino, ma procedano a individuare tutti
i soggetti coinvolti.

Movimento 5 stelle Busto Arsizio

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