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CARABINIERI DEL NOE DI GENOVA SEQUESTRANO CIRCA 1000 PANNELLI FOTOVOLTAICI NEL PORTO DI GENOVA E UN CAPANNONE NEL PADOVANO.

ILLECITO TRAFFICO INTERNAZIONALE DI RAEE:

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Genova, in collaborazione con militari del Nucleo Operativo Ecologico di Venezia e dei Comandi Provinciali di Genova e Padova, nonché con personale dell’Agenzia delle Dogane di Genova, da questa mattina stanno eseguendo decreti di sequestro preventivo e probatorio – emessi rispettivamente dal Tribunale e dalla Procura di Genova – di un magazzino in provincia di Padova nonché di circa 1000 pannelli fotovoltaici ed altri rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e batterie rinvenute nel corso di due ispezioni di container effettuate nel porto di Genova.

L’attività
investigativa sviluppata dal Nucleo Operativo Ecologico di Genova, da cui sono
stati originati i provvedimenti odierni, si inserisce in una più ampia
strategia di monitoraggio e controllo della gestione nonchè
delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti da apparecchiature elettriche ed
elettroniche (RAEE), in particolare di pannelli fotovoltaici, indicata dal
Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale di Roma.

Gli accertamenti svolti
hanno consentito di deferire in stato di libertà per traffico illecito di
rifiuti tre cittadini africani – uno del Marocco e due del Burkina Faso –
poichè avevano organizzato almeno due spedizioni per il Burkina Faso ed il Togo
di circa 850 pannelli fotovoltaici usati nel primo caso e circa 100 nel
secondo, senza rispettare i dettami normativi inerenti le spedizioni
transfrontaliere, in particolare omettevano di allegare la documentazione
attestante la funzionalità dei pannelli e di imballarli adeguatamente contro i
danni durante il trasporto. Tutti i pannelli provenivano da dismissioni di
grossi impianti fotovoltaici presenti in diverse regioni italiane. 

Il cittadino marocchino,
titolare della società padovana che materialmente ha effettuato la spedizione,
ha inoltre indicato nei documenti di trasporto un numero inferiore di pannelli
ed ha attestato falsamente che il materiale trasportato era costituito da
apparecchiature elettriche ed elettroniche usate e non rifiuti. Tale
comportamento induceva in errore il personale dell’Agenzia delle Dogane che
validava bollette doganali basate su presupposti errati. Veniva accertato,
inoltre, che
presso il capannone della società vi era, oltre la presenza di molti altri
pannelli fotovoltaici, alcuni dei quali danneggiati, anche l’esistenza di una
molteplicità di apparecchiature elettriche ed elettroniche
danneggiate/smontate. L’attività svolta nel capannone veniva, dunque,
considerata come un’illecita gestione di rifiuti derivante da apparecchiature elettriche
ed elettroniche poiché effettuata senza autorizzazione.

Specifiche
verifiche ed approfondimenti continueranno
nel corso dell’anno. 

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