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La sindrome del turnista

I lavoratori turnisti sia che si tratti di un pilota, di un infermiere, operaio, forze dell’Ordine o altra figura professionale simile, e’ soggetta alla “sindrome del turnista”, disturbi del sonno oppure chiamata Shift Work Sleep Disorder (SWSD).

Il corpo ha bisogno, per stare bene, di turni di lavoro regolari.

Lavorare di notte altera le secrezioni ormonali, quelle di melatonina, adrenalina, cortisolo e ormoni sessuali.

I problemi conseguenti possono essere su:
apparato gastrointestinale, sistema cardiovascolare, sistema nervoso centrale, rapporti affettivi e vita sociale, provocando irritabilità, difficoltà di concentrazione, alterazione dell’appetito e per le donne
cicli mestruali e ovulatori irregolari.

Come affievolire i disagi? Cercando di recuperare il sonno, col pisolino dopo mangiato, e moderazione nei pasti ma senza saltarli.

Il disagio nel tempo può produrre danni al fisico, all’umore e anche nei contatti sociali.

Nei contratti di solito e’ prevista una percentuale di maggiorazione per “ripagare” il disagio e lo stress.

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