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Omicidio al Vaticano

Le Istituzioni, La Politica, Il Vaticano ed un Omicidio!

Questa di seguito è la storia di un Omicidio inviata al Procuratore Generale della Repubblica di Roma, prima che lo stesso la “insabbiasse” per la seconda volta, perché la prima denuncia che fu insabbiata, era della Vittima, una semplice richiesta di giustizia, in tutela della Sacralità della Vita.
La storia è semplice, la vittima lavorò presso l’Istituto Salesiano Teresa Gerini di Roma, ove negli anni universitari in medicina, periodo in cui si discuteva della messa al bando dell’Amianto, questo lavoratore anche in virtù della sua figura di sindacalista Cisnal Scuola ed Università poi UGL, cercò di sensibilizzare i vertici ecclesiastici, coloro che professano la parola di Dio, sulla pericolosità di questo minerale che era ed è presente a tonnellate nelle coperture dei laboratori, come da prove documentali, considerando anche che in quel periodo un giovane docente fu colpito da un cancro e soprattutto si intendeva promuovere la bonifica dei plessi al fine di mettere al riparo le migliaia di studenti che ogni giorno si formano in quelle aule, coperte da tonnellate di AMIANTO.
Quale fu la reazione dei Sacerdoti?
Aggressione Fisica e licenziamento del lavoratore, il quale grazie al sindacato di allora non certo di oggi, riuscì a terminare i suoi studi ed iniziò una nuova vita professionale. A distanza di anni si ammalò, denunzio’ al Procuratore Generale della Repubblica di Roma dr PIGNATONE i fatti ai quali collego’ la sua terribile malattia al fine di tutelare chi li studiava e lavorava, perché per lui ormai nulla poteva fare essendo il suo tempo scaduto. Cosa fece PIGNATONE?
Archivio’ la denuncia anzidetta e poi quella dei familiari post morte, coinvolgendo “nell’insabbiamento” , lo Spresal competente per zona e l’Arma dei Carabinieri nella specialità del NOE. Perché? Come si fa a negare la presenza di Amianto, che è ancora oggi lì ? Poi ci furono due interrogazioni regionali (Lazio) da parte di Fabrizio Santori e Luca Malcotti, morte e sepolte mai processate, poi fu chiesto ad un altro consigliere regionale, Angelo Tripodi, che nulla ha fatto.
Con quale intento le interrogazioni(?)
Quello di provare ad obbligarli a bonificare considerando il godimento di contributi regionali per mezzo del Cnos Fap, indi la potenziale sospensione dei fondi; fondi regalati al Vaticano per far ammalare studenti e lavoratori.
Oggi l’ultima battaglia è presso il Tribunale di Tivoli contro Inail, dove però si arrampicano sugli specchi, cercando testimonianze di dipendenti che se in vita hanno li a lavorare figli/e, senza considerare le prove documentali dello stato dei luoghi e soprattutto senza procedere a verifiche sul posto.
Conclusione?
Che i Morti di Amianto non meritano giustizia, che lo Stato Italiano teme il Vaticano, associazione massonica, che alla Politica, alle Istituzioni, non interessa che giovani ragazzi e ragazze possano essere i malati oncologici del futuro, siamo uno Stato marcio da azzerare.
Personalmente non credo in Dio, non credo negli uomini, ma spero che queste canaglie prima o poi facciano i conti con la vita.
La storia che ho raccontato è quella di mio Padre Ucciso due volte, dall’Amianto e dallo Stato Italiano.

EP

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