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Notre Dame e le Grandi Manovre

Quanto accaduto nel giorno di condanna in Francia di una cittadina di origini magrebine, arrestata nel 2016 per terrorismo, in quanto aveva manifestato pubblicamente il proprio progetto, cioè far esplodere proprio la Cattedrale di Notre Dame, vista come il cuore del cristianesimo nella città di Parigi, non credo sia un caso.

Non per far allarmismo ma in tema di analisi del fenomeno terroristico non si può credere alle coincidenze, lo dimostrano numerosi studi.

Riguardo la Francia, vista la sua politica, è comprensibile l’adozione di una linea negazionista del fenomeno, come lo è quella del Vaticano e di tutti coloro interessati al business delle migrazioni anche se ciò pone un problema di sicurezza nazionale ed internazionale.

L’Italia ha un problema di fondo su cui ogni cittadino italiano dovrebbe riflettere, l’assenza della capacità nel fare di una necessità, virtù ; da ciò iniziano i problemi della società odierna, incapace di dare un senso alle proprie radici culturali, nazionaliste, ecc, così da mettere a rischio di sopravvivenza i propri figli lasciando in eredità un territorio, senza più valori di fondamento patriottistico, senza più identità e soprattutto senza più capacità di reazione, in sostanza ciò che ha decretato la fine di gloriosi popoli come gli antichi romani.

In tale contesto è stupefacente leggere di varie soluzioni in tema di protezione territoriale, come l’esiguita’ della misura del blocco navale, che non è la soluzione migliore secondo il Protocollo Internazionale Homeland Security, il quale fornisce soluzioni adeguate ai fini della sicurezza nazionale, che in Italia seppur insistono eccellenze nell’apparato della sicurezza, sono carenti le attività di indirizzo istituzionale /politico, ciò crea un vulnus nel sistema di protezione, sistema che ha consentito il radicamento sul territorio nazionale di cellule pronte a colpire e se non è avvenuto già, è per il semplice fatto che il sistema Italia grazie allo spregiudicato sistema di accoglienza è un territorio strategico per l’azienda del terrore, perché non va dimenticato che questo fenomeno terroristico è un sistema di attacco economico, è semplicemente business dettato dai poteri che investono capitali per la mescita delle razze, così da rendere le singole nazioni meticce, senza radici e più governabili. La terza guerra mondiale non si combatterà con i conflitti a fuoco, soprattutto perché le grandi manovre sono già iniziate.

EP

Consulente per la Sicurezza

Esperto di Terrorismo Internazionale

Esperto Giuslavorista Sindacale

Redazione VaresePress@

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