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Pubblicato il: 15 Aprile 2019 alle 21:09

Elisabetta Gardini abbandona Forza Italia: intervista di Giuseppe Criseo

di Giuseppe Criseo

Famosa attrice teatrale e ha lavorato, tra gli altri, con attori del calibro di Vittorio Gassman e Giorgio Albertazzi. Dopo la maturità classica si diploma alla Bottega di Vittorio Gassman, il debutto (Frida) con Giorgio Albertazzi in Enrico IV di Luigi Pirandello.

Ce la ricordiamo con  il karma di Antigone (1989) e Elettra (1994),
Nel 1999, a luglio, fonda ad Amalfi l’Ibsen Festival e interpreta Nora, la verve de La bisbetica domata (1996), al al Teatro greco di Taormina, all’Eliseo di Roma (2001) , oppure con Domenica in (1985/86) e Italia Sera (con Piero Badaloni), è salita sul palco di Sanremo (1984), ha inaugurato Unomattina (1986/87, sempre con Badaloni), ha impersonato il testimonial ideale del Giffoni Film Festival (1988/89/90/91), ha sorretto il traino al TG1 delle 13:30 animando Piacere Raiuno (1991)

Si dedica alla politica nel 2004 e prende 34.000 preferenze e Berlusconi
la nomina portavoce nazionale del partito. Nel 2014 alle europee prende
 67.888 preferenze è la prima nella Circoscrizione Nord Est per FI.

Lascia Forza Italia, Elisabetta Gardini, il 12 aprile dichiarando:

“E’ naturalmente una decisione dolorosa, che ho preso dopo una lunga riflessione e dopo aver constatato che le scelte politiche del partito non sono più quelle che mi avevano spinto ad aderire, a diventare parlamentare europeo e ad accettare di esserne il capo delegazione a Strasburgo.

Ringrazio il Presidente Silvio Berlusconi per l’affetto e la stima che mi ha sempre dimostrato e che sinceramente ricambio. Ma l’azione politica non poggia sulla mozione degli affetti.

A lui continuano a raccontare un partito che non c’è e questo impedisce a Forza Italia di correggere quegli errori che l’hanno portata distante dalla sua base e dai suoi elettori. Chi oggi decide le sorti del partito semplicemente vuole che le cose continuino così. E la volontà di pochi impone questa agonia senza fine ai più.

Un’agonia che il presidente Berlusconi non merita davvero per quello che rappresenta per la storia politica di questo Paese.

Assolutamente impossibile portare un contributo. Non esiste un luogo di confronto.

Buttiamo a mare il lavoro di #militanti#giovani#amministratori locali, #sindaci…. di tutte le persone che potrebbero riallacciare i legami con i nostri territori. 
Tutto questo ha portato Forza Italia lontano dalla sua missione. Non c’è più coerenza tra la ragione sociale per cui è nata e quello che è diventata.

Nel mio lavoro di capo gruppo al #ParlamentoEuropeo ho cercato di tenere la barra dritta, battendomi per una partecipazione convinta e leale, ma cercando sempre una adesione critica e lucida, mai connivente con persone e forze che all’interno dell’Unione tentassero di subornare e mortificare la forza e il ruolo del nostro Paese, che dell’Unione è un fondatore.

Quella linea di azione non c’è più, sostituita da una accettazione acritica e supina di decisioni prese da altri, in altre capitali europee, spesso senza consultare, e addirittura contro, l’Italia.

Non ci sto, e con dispiacere ma con altrettanta convinzione vado via.”

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