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Pubblicato il: 14 Aprile 2019 alle 20:31

Il Centuriore, il bastone e la carota.

Non intervengo spesso sulla politica e sull’azione amministrativa di #Gallarate, ma non riesco ad assistere in silenzio all’ipocrisia di chi avrebbe dovuto semplicemente dire: chiediamo scusa, abbiamo sbagliato, invece che continuare nel ruolo di vittime e appellarsi ad un no contro l’innocua violenza brighellante di Aldo #Simeoni impone un sorriso ma nel contempo cercare di fare ordine …ma ci torneremo con fatti avvenuti poiché “ Il Mullah non ricorda ma non dimentica”, ebbene la lenzuolata domenicale è dedicata in parte al mio amico Centurione al secolo Aldo SIMEONI.
Chi era presente alla chiacchierata di ieri mattina con la stampa nella sede di Forza Italia, e chi conosce il personaggio, e lo chiamiamo così con tutto l’affetto che proviamo per lui, sa bene che l’espressione usata da Aldo nel suo tipico modo colorito (“meriterebbero bastonate” riferito agli amministratori che hanno promosso l’avvio dell’azione di responsabilità che il Tribunale di Milano ha giudicato “priva di fondamento”) non aveva nessun intento violento, tanto che non tutti i giornalisti presenti hanno riportato quella frase, e non certo per piaggeria nei confronti di Forza Italia.
#AldoSimeoni, detto il #Centurione, e la sua storia parlano da sole: uomo verace e con pochi fronzoli, ha lavorato e vestito con onore la divisa dell’aeronautica, ha inventato una convivenza civile in un quartiere popolare da lui ribattezzato #Azalee, ha creato e tuttora sostiene una attività tra le più longeve e importanti come il Calcio femminile Azalee (unica squadra di calcio di rilievo della città, che oggi gioca nel glorioso stadio Maino), da quando è impegnato in Forza Italia è sempre stato eletto con caterve di preferenze, e come assessore provinciale ha ricevuto consensi bipartisan per il lavoro svolto e il record di rotatorie realizzate sulle strade provinciali. Non sarà certo un diplomatico mancato, che ha costruito la sua carriera politica nei palazzi e piazzandosi nelle correnti giuste, a mettere in cattiva luce una persona e la sua storia per una leggerezza, buona solo per la strumentalizzazione e la speculazione politica. Tanto più se è proprio chi, da #segretario provinciale del #PD#autorizzò e sostenne una scandalosa #campagna denigratoria imbastita di odio e violenze verbali nei confronti di Forza Italia e di #Gallarate, città allora nota come Piccola Atene della Provincia di Varese e forse ritenuta scomoda e da abbattere, non solo per la presenza di Caianiello, ma anche di Buscemi, Ferrazzi, Mucci ecc. 
Ora, senza nemmeno leggere la sentenza del Tribunale civile di Milano sezione d’impresa, pensa bene di cogliere l’occasione per girare la frittata e far passare per “cattivo” chi non lo è, ignorando le responsabilità di chi è politicamente vicino a lui in questa vicenda. 
Ma, mi chiedo, le #bastonate verbali e del tutto virtuali, provocatoriamente suggerite dal nostro consigliere Aldo Simeoni, sono davvero più gravi di quelle reali, seppur non propriamente fisiche, che il sottoscritto e le altre 23 vittime di questa scellerata azione di responsabilità hanno subito per ben sei anni? Ripeto, sei anni. Il dito e la luna. 
Stiamo parlando di sei anni di graticola giudiziaria, con la spada di Damocle di una richiesta di risarcimento pari a 26 milioni di euro per 23 persone, 23 galantuomini, professionisti, ex amministratori, militanti politici che erano stati coinvolti nella gestione di Amsc nel periodo tra il 2007 e il 2011. Un’enormità per delle persone perbene, colpite in modo irriguardoso: magari non dormivano la notte per via di una richiesta sopra le teste di 26 milioni di euro, di certo non si tiene conto dei danni non solo d’immagine ma anche professionali che hanno subito. Tutto per un’azione di responsabilità che è stata condotta indistintamente contro tutti gli ex amministratori #Amsc, inclusi quelli per quali la presunta responsabilità era già prescritta al momento dell’avvio della procedura legale; che, come sottolineato dall’avvocato Claudio #Marelliche è suo malgrado tra coloro che sono finiti in questa faccenda, partiva senza presupposti giuridici, visto che mancava sin dall’origine “il rapporto tra la domanda del danno e la condotta degli amministratori; e per la quale, come ricordato dall’avvocato Stefano Besani, anch’egli ex amministratore Amsc piombato nel tritacarne della vicenda, “non sussiste e non sussisteva nessuno obbligo giuridico di intraprendere un’azione di responsabilità davanti al Tribunale di Milano come è stata proposta”.
No, per tutte queste persone il senatore #Alfieri, che da segretario provinciale del #PD doveva evidentemente essere informato di quello che stavano facendo i suoi uomini a Gallarate (a meno che anche lui non fosse ignaro di quello che stava succedendo, come già dichiarato dal capogruppo PD Giovanni Pignataro a proposito della azione di responsabilità sul Seprio Park), non ha sentito alcun bisogno di #esprimere la sua #solidarietà alla luce della sentenza, visto che non si pretendono certo da lui delle scuse. Non una parola nemmeno sul fatto che Gallarate con la sua società Amsc dovrà versare oltre 1,6 milioni di soldi dei cittadini, rinunciando ad opere pubbliche utili per la città, per pagare le spese processuali che sono il frutto di questa infondata azione di responsabilità voluta dall’allora sindaco Guenzani, degnamente supportato dalla pasionaria del 25 aprile, dal radical chic dal loden verde che ha chiuso miseramente l’impresa di famiglia, dal rossiccio ragioniere di banca che al di là della sua bonomìa non ha mai concluso nulla se non servire il capo biscazziere del Dado truccato. 
E allora, caro senatore #Alfieri, quale bastone o quale carota? Ti #invito e ti aspetto su un #palco a tua scelta, per un #confronto sereno, civile e pacato come si addice al tuo aplomb, sperando che almeno tu non abbia intenzione di scappare, come tutti i tuoi adepti hanno fatto, evitando confronti pubblici ed istituzionali e promuovendo processi unilaterali dove se la cantavano e suonavano da soli …Sai, caro Alfieri, il Dado non solo è scaduto irridendo gli “immacolati” veri, ma il Dado è tratto e se temi il confronto pubblico anche Tu allora mi permetto con umiltà di suggerirti di calare un silenzio, per la serie “le migliori parole sono quelle che nn vengono mai dette”…se poi devi chiedere anche tu l’autorizzazione a qualcuno nella galassia piddina non so a chi ti potresti rivolgere, magari a D’Alema, Veltroni, Bersani, Renzi, Martina o forse Zingaretti? Cerca pure, serenamente, nella tua amplissima agenda, ma pensaci su sul serio, perché simpaticamente il randello di Brighella potremmo usarlo a singolar tenzone. Politicamente parlando, of course. #Noi di certo siamo #galantuomini e ci mettiamo la #faccia, senza trincerarci dietro alle azioni legali e ai presunti atti dovuti. 
Buona Domenica delle Palme e alla prossima -:)

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