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Varese, Europa, tutto esaurito per Giorgetti e Galli

Una forte partecipazione del pubblico all’apertura della rassegna “Che cosa l’Europa fa per me?”, ideata e diretta da Cristina Bellon, collaboratrice de La Stampa-Tuttogreen, con il sostegno di CSA Client & Project Supervisors Association, dell’Università degli Studi Insubria, della Provincia, del Comune, della Camera di Commercio, della Fondazione Giacomo Ascoli.

Una folla di persone ha aspettato, nell’atrio dell’Aula Magna dell’Università Insubria di via Ravasi 2, l’arrivo del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri della Lega Giancarlo Giorgetti e il collega di partito Dario Galli, il tradatese viceministro allo Sviluppo Economico, ospiti a questo appuntamento che aveva come titolo “L’Italia e l’Europa”.

Dopo i saluti del Sindaco, il primo a far chiarezza sull’argomento è stato Giancarlo Giorgetti: “Dobbiamo ripartire dal principio di sussidiarietà, architrave del progetto europeo”. 

In quest’Europa sempre più grande e con le nuove sfide che ci attendono, i trattati stipulati nel dopoguerra non sono più idonei e “condannano l’Europa all’incapacità decisionale” ha spiegato Giorgetti.

“Così com’è conta poco”. Importante sarà il voto dei cittadini i 26 maggio per irrobustire la presenza italiana al Parlamento Europeo. 

“Altri Paesi come la Germania sono più forti non perché sono più produttivi di noi, ma perché non hanno diseconomie che gravano”, ha affermato Dario Galli, ribadendo che la Lega non è mai stata contraria all’Europa.  

Si è parlato molto delle responsabilità della Germania, visto che l’unione monetaria è stata fatta a immagine e somiglianza di questo Paese.

“Forse all’inizio è stato così” ha dichiarato Attilio Geroni, Caporedattore esteri de Il Sole 24 Ore, “ma poi abbiamo avuto un presidente della Banca Centrale Europea che ha messo sistematicamente in minoranza la Bundesbank sulle scelte di politica monetaria non convenzionale, che hanno aiutato l’Europa in un momento di difficoltà dopo gli anni della grande crisi.”

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