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Gallarate: le buche ci sono ma i soldi mancano

Gallarate: le buche ci sono ma i soldi mancano
Gallarate: le buche ci sono ma i soldi mancano

Con le piogge primaverili cominciano ad aprirsi buche di ogni dimensione lungo le strade cittadine e lo fanno molto più velocemente ed in quantità sempre maggiore al contrario dei fondi che lo stato trasferisce al comune.

Le buche aumentano e i soldi non bastano: questo è il grande problema che accomuna quasi tutte le amministrazioni locali con margini di manovra sempre più stretti e uno Stato Centrale con il braccino sempre più corto che non riesce più a strappare i fondi necessari alla mostruosa amministrazione centrale per girarli alle periferie che si trovano ad affrontare problemi molto concreti.

Se per Roma e dintorni tutti i governi che si sono succeduti da un quarto di secolo hanno fatto a gara a chi ci trasferiva più soldi pubblici, dal risanamento della sanità del Lazio, ai vari salvataggi di Alitalia, passando dalla legge di “Roma Capitale” fino ai nostri giorni con il “decreto crescita” con cui lo stato si accolla 12 miliardi di euro di debiti romani, per gli altri comuni i soldi non si trovano.

Almeno tutti questi soldi fossero serviti o servano oggi a qualche cosa, invece la capitale mantiene orgogliosamente il record delle buche e primeggia anche in tutti gli altri possibili disastri locali, dai trasporti alla raccolta dei rifiuti.

Dodici miliardi sono tanta roba e basterebbe che venissero distribuiti proporzionalmente anche a tutti gli altri comuni italiani, in base agli abitanti e le buche sparirebbero miracolosamente nel reso del paese.

I 12 miliardi di euro che lo stato si accolla divisi per i 2 milioni e 800 mila romani fanno 4.285 euro ciascuno e per i circa 53 mila Gallaratesi farebbero circa 227 milioni di euro e con quei soldi il Sindaco Andrea Cassani e l’assessore ai lavori pubblici Sandro Rech non solo cancellerebbero in un attimo tutte le buche della città, ma potrebbero allegramente scatenarsi in molte altre virtuose iniziative.

Ma non è così i cittadini sono quasi sempre di “serie A” e di “serie B” come lo sono le amministrazioni comunali e in questo meraviglioso paese dei balocchi ha proprio ragione il Principe di Salina quando dice che “che deve cambiare tutto perchè niente cambi”.

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