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26 e 27 maggio: Orgoglio e Partecipazione.

La #lenzuolata della domenica di Nino Caianiello.

26 e 27 maggio: Orgoglio e Partecipazione.

Per Forza Italia è partita la sfida del 26 maggio ma soprattutto quella del 27 maggio. All’assemblea nazionale Mara #Carfagna lo ha detto a chiare lettere: “Serve uno scatto di orgoglio da parte di tutto il partito, questo deve coinvolgere tutti i dirigenti, dal primo all’ultimo. Dobbiamo dimostrarci all’altezza, il partito deve fare liste competitive e attivarci sui territori”. Mariastella Gelmini ha declinato questo appello nel concreto, chiedendo che dopo il voto del 26 maggio si apra una vera fase congressuale, e invitando anche un’anima inquieta come il governatore della Liguria Giovanni #Toti ad impegnarsi per il bene del partito nell’ottica di una discussione da tenersi nelle forme e nei modi più opportuni con i congressi. 
Ma le #elezioni del 26 maggio rappresentano, di fatto, un #congresso per tutti i #partiti, non solo per Forza Italia, e forse dovremmo smetterla di pensare solo ai nostri presunti problemi perché anche gli altri ne hanno, e nemmeno tanto presunti, anche se forse riescono a nasconderli meglio di noi, per un motivo o per l’altro. Pensiamo alla #Lega, la cui linea politica oscilla tra il sovranismo spinto del segretario Matteo #Salvini e il pragmatismo moderato della Lega Nord tradizionale e dell’usato sicuro rappresentata dal sottosegretario Giancarlo #Giorgetti
Se il voto del 26 maggio consegnerà una conferma della tendenza di un salvinismo dilagante anche e soprattutto al Sud, i brontosauri del Carroccio nostrano finiranno travolti dalla nuova linea nazionale spostata a destra dalla Lega di Salvini, con buona pace e l’abbandono definitivo del Federalismo, dell’Autonomia e delle politiche liberali tese alla contrazione delle Tasse. Che dire poi del MoVimento #5Stelle e del #PD, che navigano a cavallo della soglia fatidica del 20%? Scendere al di sotto di questa cifra per i grillini vorrebbe dire diventare marginali anche nel contesto nazionale, così come già lo sono in quelli locali, come chiaramente dimostrato da tutte le ultime tornate elettorali regionali in cui pure riuscendo spesso ad essere il primo partito per numero assoluto di voti non sono riusciti a vincere nemmeno una contesa. Scopriremo il 26 maggio se l’ondata pentastellata è neve che si sta sciogliendo al sole oppure se potrà avere ancora un futuro. Il PD invece, con la scelta di tenere un congresso immediatamente alla vigilia di una tornata elettorale così importante, rischia di essersi infilato in un cul de sac: il nuovo segretario Zingaretti potrà, alternativamente, come un novello Magico Alverman, intestarsi i meriti di un successo elettorale, se verrà, oppure allargare le braccia in caso di insuccesso, ricordando di essersi insediato da troppo poco tempo per potersi assumere la responsabilità di una eventuale disfatta. 
In questo quadro, però, #ForzaItalia non può accontentarsi di rimanere alla finestra ad aspettare che, in nome del vecchio detto “mal comune mezzo gaudio”, siano gli errori degli altri a determinare l’andamento del partito. Fermo restando che non è in discussione il ruolo di guida e di riferimento del presidente Silvio Berlusconi, anche alla luce di quanto emerso dall’assemblea di Roma, tenendo conto di quello che si dice da tempo in#Lombardia ma che non si riesce a mettere in pratica, occorre strutturare e costruire un partito diverso da quello che è oggi. 
Un #partito che, come suggerito dalla coordinatrice regionale Mariastella Gelmini, si fondi su una logica di meritocrazia, #premiando il #lavoro e i#risultati che si ottengono in primis sui territori. 
Una #scelta di questo tipo, che di fatto porterebbe ad un azzeramento delle cariche e delle posizioni acquisite in nome di uno scatto in avanti volto a restituire forza al messaggio politico di Forza Italia, avrebbe anche il #meritodi #stanare chi oggi nel partito ha assunto una posizione che si limita alla#critica ma non arriva all’elaborazione di vere proposte. 
In questo momento, credo che sia giusto ricompattarsi e #faresquadra in vista del 26 maggio, ma per chi ha ruoli dirigenziali nel partito è giusto pensare già a quello che succederà dal 27 maggio in poi. 
La linea ondivaga rispetto al governo Lega-Movimento 5 Stelle non ha pagato: l’opposizione non si può fare solo nei confronti di una componente del governo, perché le decisioni di chi governa sono sempre collegiali. Oggi Salvini, imitando il vecchio Umberto #Bossi della “Lega di lotta e di governo”, ha l’abilità di vestire contemporaneamente i panni della maggioranza e dell’opposizione, intestandosi i successi (come la legittima difesa) e scaricando sugli sprovveduti alleati dei 5 Stelle i provvedimenti che l’elettorato di centrodestra non approverebbe (ricordate le famose slide di palazzo Chigi in cui Salvini nella fotografia con Conte e Di Maio celebrava soltanto quota 100 e non il reddito di cittadinanza?), ma Forza Italia non può tirarsi indietro dal fare #opposizione, anche dura e aspra, su tutte le scellerate misure economiche che questo governo gialloverde sta prendendo. Perché il #26maggio sarà uno #spartiacque per le forze politiche, ma anche per il Paese nel suo complesso. Dove si troveranno i 25 miliardi che servono per disinnescare le clausole di salvaguardia dell’IVA, con un #Paese in piena #recessione? Come si faranno quadrare i conti della finanziaria, forse con una patrimoniale? Confidiamo nel ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, perché il problema non sono nuove elezioni ma la tenuta dei conti dell’Italia. In questa situazione, la presenza di una forza moderata, riformista ed europeista come Forza Italia non solo è #utile ma è #indispensabile. Dobbiamo tornare al partito “operaio”, presente e radicato sul territorio e nella società, che difende la libertà e guarda allo sviluppo. Lo spazio politico, tra il centrosinistra di Zingaretti e una Lega sempre più spostata a destra, c’è tutto: bisogna occuparlo con credibilità e con un partito diverso e rivolto al futuro.
Noi di Agorà Liberi e Forti credendo in #futuro politico #partecipativo #democratico e #meritocratico condivideremo queste ipotesi innovando con il confronto delle idee e con le azioni che si consolideranno con la capacità del fare. 
Buona Domenica!

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