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Torino, l’omicidio di Stefano Leo che era felice

Said Mechaquat passeggia in Piazza Vittorio, poi si sposta verso l’incrocio tra via Napione e Corso San Maurizio camminando lungo il Po dove commetterà l’omicidio. È il 23 febbraio 2019. L’uomo si avvia verso i Murazzi di prima mattina con una busta di plastica in mano. Sono le 9.30. Poi il salto temporale. Si arriva alle 11.04 ,subito dopo l’omicidio di Stefano Leo. Nelle immagini acquisite dai carabinieri di Torino viene mostrata anche la sua fuga. Said corre ancora con quella busta in mano lungo il Po per poi scomparire nel nulla fino a lunedì 1 aprile, giorno in cui si è costituito alle autorità. Ad oggi il motivo di quel gesto folle che ha portato via la vita al 33enne originario di Biella è ancora sconosciuto.  

Il padre: Maurizio Leo. “Volevo un nome, una ragione. Non questa. Sono senza fiato. Che senso ha scoprire che un ragazzo di trent’anni ammazza un suo coetaneo senza neanche conoscerlo? Che è bastato uno sguardo? Non mi sento meglio, mi sento malissimo”

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