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TAV BRESCIA-VERONA: PIZZAROTTI MINACCIA DI CHIEDERE I DANNI PER LAVORI RITARDATI

REPLICA ONLIT(BALOTTA): BISOGNA ATTENDERE LA REVISIONE DEL PROGETTO DEL MIT

Il costruttore Pizzarotti, per bocca del suo Amministratore delegato, Corrado Bianchi, ha minacciato di chiedere i danni se non gli verrà consentito di far partire i lavori della Tav Brescia-Verona. Pizzarotti è socio al 27% del consorzio Cepav 2, a cui è stato assegnato l’appalto con una procedura di affidamento diretto, senza cioè procedere a una gara. Il consorzio comprende poi ICM Maltauro con il 13%, Condotte con il 12%, e Saipem – società statale partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti e capofila del raggruppamento – con il 59% delle quote.Pizzarotti ha avvertito Rete ferroviaria italiana (RFI), la stazione appaltante, che i ritardi nella partenza dei lavori avranno un costo. Tuttavia, se è vero che il contratto da 1,65 milioni di euro è stato firmato con RFI nel giugno scorso e che i decreti d’esproprio sono in ritardo, è anche vero che con un decreto il governo potrebbe azzerare la concessione in attesa di riassegnare i lavori attraverso una gara d’appalto, obbligatoria secondo le norme dell’Unione Europea. Già nel 2007 il governo in carica ritirò a Pizzarotti la concessione, nel tentativo di ridurre i mostruosi costi di costruzione definiti nella convenzione Cepav 2-RFI del 1991. Dopo un ricorso del Consorzio, l’anno successivo la Corte di Giustizia Europea nel 2008 riconobbe la legittimità della decisione dell’esecutivo.  Oggi il ministero delle Infrastrutture (MIT) sta lavorando ad una revisione del progetto con tre obiettivi: ridurre i costi e l’impatto ambientale; consentire il transito di tutti i tipi di treni alla velocità massima di 240 km/h; creare una stazione sul lago di Garda, un’area dove è alta la domanda di trasporto pubblico che però il progetto attuale non intercetterebbe, passando invece tra i vigneti del Lugana.Occorre evitare di ripetere l’errore della Treviglio-Brescia, su cui – sommando linea normale e alta velocità – transitano solo 280 treni al giorno. Per sviluppare e migliorare il disastrato trasporto pendolari e quello merci servirebbe una capacità doppia, 450 treni al giorno: un livello raggiungibile solo con quattro binari intercambiabili (linea lenta e veloce, ma non alta velocità). Solo così l’utilità della nuova ferrovia sarebbe assicurata. Pizzarotti porti pazienza e nel frattempo si goda l’appalto milionario appena vinto per la metropolitana di Parigi.Dario Balotta

Presidente Onlit Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti

Milano 2 aprile 2019

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