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Pubblicato il: 27 Marzo 2019 alle 23:33

Legnano, le dimissioni di 12 consiglieri fanno cadere la giunta di Gianbattista Fratus

Gianbattista Fratus
Gianbattista Fratus

Mercoledì mattina dieci consiglieri comunali di minoranza e due di maggioranza in quota Lega (tra cui il presidente del Consiglio comunale di Legnano, Antonio Guarnieri) si sono presentati in municipio e hanno rassegnato le dimissioni, provocando di fatto la caduta dell’esecutivo di Centro-destra composto da Forza Italia, Lega e Fratelli D’Italia e il conseguente commissariamento.

Il sindaco Gianbattista Fratus dovrà lasciare la carica di primo cittadino, dopo poco meno di due anni di amministrazione della Città del Carroccio.

“Non era più possibile andare avanti in questo modo e credo che il rispetto nei confronti dei cittadini debba venire prima di tutto” ha spiegato il consigliere Stefano Quaglia, di fatto il regista di questa operazione politica.

I consiglieri rimasti in maggioranza che hanno convocato il Consiglio comunale per questa sera, mercoledì 27 marzo, per cercare di proseguire l’attività amministrativa, ma il destino del Comune sembra avviarsi verso il commissariamento fino al prossimo anno.

La ricostruzione politica dei fatti porta indietro di un paio di settimane e più precisamente al momento in cui le forze di minoranza hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti del neo assessore alle Opere pubbliche, Chiara Lazzarini, facendo riferimento alla pendenza giudiziaria che riguarda la neo assessore ed ex presidente della municipalizzata Amga. La magistratura deve ancora esprimersi, in sede civile, mentre in sede penale il procedimento è già stato prescritto.

Nella mozione la minoranza sosteneva che «risulta in corso la causa promossa da Amga contro Chiara Lazzarini ed altri per richiedere un risarcimento danni derivati dalla sua attività di amministrazione di questa società». «Amga è una società controllata dal Comune di Legnano, che ne detiene la maggioranza delle quote». Per questo «sussistono evidenti ragioni di incompatibilità politica e di possibili conflitti di interesse istituzionale».

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