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Le opere di Claudio Stefanoni raffigurano lucidamente i sogni.

Le opere di Claudio Stefanoni raffigurano lucidamente i sogni. Influenzato da Pollock e dalla sua pennellata gestuale e dall’occhio di Rothko per sorprendenti combinazioni di colori, Stefanoni si sente più in sintonia con la pittura dell’Espressionismo americano che con le tradizioni della fotografia vera e propria. Il modo in cui le sue opere si presentano è tanto importante quanto il loro contenuto; la forma poggia su un piano di parità con i contenuti. In termini di argomenti, tuttavia, Stefanoni affronta temi come il destino, la fatalità e il caso. 

Mentre la fotografia è solo una parte della pratica di Stefanoni, egli aspira a portare la fotografia in una conversazione con altri mezzi artistici, eludendo le tipiche aspettative (come l’iperrealismo) che la maggior parte delle persone attribuisce alle opere fotografiche. Kosmos 2.45è tipico dell’output di Stefanoni in questo senso. Costruendo l’immagine in una forma circolare, l’energia nebulosa catturata nel pezzo assume l’aspetto di un cosmo. Il lavoro potrebbe anche essere interpretato come un occhio, guardando lo spettatore che lo guarda. Simile all’esperienza di immersione meditativa, Kosmos 2.45 diventa un ambiente contemplativo: gli spettatori possono avvicinarsi all’opera senza sapere che è una riproduzione stampata.

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