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Intervista al Poliziotto Perseguitato!

INTERVISTA a Stefano Calabro’ ACC Polizia di Stato Questura di Genova,

Stefano, da quanti anni sei in Polizia?

Mi sono arruolato nella Polizia di Stato, come ausiliario di leva, il 21 Luglio 1993 e quindi ho quasi 26 anni di servizio prestato con massima serietà e passione. Tengo a precisare che su 26 anni di servizio, 15 sono stati espletati in ambito investigativo. Nel lontano 1992 avevo 19 anni e già volevo entrare a far parte della Polizia di Stato…era il mio sogno…la mia passione… Quell’anno, mentre studiavo per gli esami di maturità ci furono le stragi mafiose dei Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Rimasi veramente molto colpito, profondamente addolorato e direi scioccato da ciò che la mafia aveva provocato! Ricordo benissimo che, da adolescente quale ero, consideravo i due giudici i miei eroi e dopo le stragi mi venne ancor di più quella voglia di giustizia e di onestà alla quale avrei potuto dare sfogo, seppur nel mio piccolo, solo arruolandomi in Polizia…e così fu l’anno successivo nell’estate del 1993. Porto sempre nel cuore i due giudici e le loro frasi celebri che mi hanno insegnato molto… “CHI TACE E CHI PIEGA LA TESTA MUORE OGNI VOLTA CHE LO FA, CHI PARLA E CHI CAMMINA A TESTA ALTA MUORE UNA VOLTA SOLA”.

Come è iniziata questa storia che ti ha visto in prima linea come poliziotto e poi come
sindacalista?

La vicenda è iniziata nell’estate del 2015, quando ero in servizio alla DIGOS di Genova e più precisamente presso l’Ufficio Controllo del Territorio, che gestiva le pattuglie denominate “Delta 77”, con l’espletamento del turno in quinta. Il Capo Ufficio era il Sov. Giuseppe TORRE il quale, sotto la Dirigenza dell’ancora attuale Dirigente DIGOS Dott. Francesco BORRE’, all’epoca dei fatti, disponeva il monitoraggio H24, salvo diverse urgenze, rivolto ai cantieri allestiti nell’interland genovese, per i lavori del Terzo Valico dei Giovi, con attenzione particolare rivolta a quello sito in Località Cravasco nel Comune di Campomorone. In quel periodo, accertavo presso il predetto cantiere la pericolosissima fuoriuscita di polveri amiantifere dovuta agli scavi di perforazione. Senza alcun tipo di misure di sicurezza attuate sia dal COCIV che dal nostro Dirigente, le disposizioni erano quelle di vigilare il cantiere sia all’esterno che all’interno, come ho potuto dimostrare con le varie documentazioni prodotte nell’Informativa. Nel momento in cui, ho cercato di ravvisare la gravissima problematica ai miei superiori, sia sindacalmente che come diretto subalterno, nel mese di Agosto 2015, come è noto, sono stato pesantemente zittito e messo alla “Gogna”! Questo è stato l’inizio della mia “tortura” attuata in primis dal Dirigente DIGOS e dal Sov. Giuseppe TORRE, per poi arrivare a tutti gli altri autori indicati nell’Informativa.

Il tuo stato di servizio ci hai detto è immacolato, quindi i rapporti con i tuoi superiori come erano prima di questa storia?

Si, i miei Rapporti Informativi attestano sempre il massimo dei voti in tutti gli aspetti professionali e umani. I rapporti con tutti i miei superiori, in tutti gli Uffici di cui ho fatto parte, sono sempre stati eccellenti. In particolar modo, alla DIGOS, prima che iniziasse la triste vicenda, sono sempre stato presentato ed “etichettato” dai miei superiori come uno dei migliori elementi della Divisione.

Veramente i tuoi superiori hanno cercato di intimidirti con la loro autorità sino a farti mobbing?

Certo che si! Purtroppo in seguito alla iniziale vertenza Sindacale e poi agli accertamenti da me esperiti, sono emerse gravi situazioni che mi hanno portato a conoscenza dei gravissimi illeciti penali e amministrativi a carico del Dirigente DIGOS e suoi alcuni sottoposti, come si evince nell’Informativa. Ho prodotto documentazioni, attualmente ancora al vaglio della locale Procura della Repubblica, che dimostrano quanto sto asserendo. In seguito a ciò, sicuramente “inviperiti” per il mio operato, hanno attuato di tutto e di più contro la mia persona, sia a livello professionale che a livello privato, condizionando in maniera molto negativa la mia vita!

I tuoi colleghi?

Purtroppo, in seguito a questa triste vicenda che mi ha colpito, di certo ho solo potuto constatare l’omertà, l’opportunismo e il servilismo che vige in certi Uffici da parte del maggior numero di colleghi i quali, piuttosto che esporsi e dire la loro con giustissima ragione, si sottomettono al corporativismo dirigenziale e sono disposti a qualunque cosa pur di non incappare in situazioni da affrontare con dignità professionale e umana!

È vero che il ministro degli Interni precedente ed attuale, nonché ancor più grave il Capo della Polizia non hanno mai sentito la tua versione dopo l’informativa?

In quasi 4 anni, dall’inizio della vicenda, nonostante le mie richieste sia ufficiose che ufficiali di essere ascoltato, mi è stato sempre impedito di poter confrontarmi con i vertici del Ministero e Dipartimento della P.S. L’unico a convocarmi, come è noto, è stato l’attuale Questore di Genova Dott. Sergio BRACCO il quale, come sappiamo, durante i numerosi incontri, ha soltanto sempre cercato di dissuadermi dalla mia volontà di ottenere verità e giustizia, nonostante le mie rimostranze e le varie documentazioni prodotte che lui ha sempre rifiutato di leggere. Dopo il mio non demordere e la mia insistenza, in uno degli incontri mi chiedeva ufficialmente la documentazione pertanto, dopo un lungo e dettagliato fascicolo depositato, in forma strettamente riservata, presso la sua segreteria, il tutto mi veniva rigettato il giorno dopo in quanto il Questore non intendeva leggerlo. Infatti, il plico riservato e debitamente sigillato, mi veniva riconsegnato tale, con timbri e ricevute. A quel punto il Questore si giustificava dicendo che avrei dovuto trasmetterlo per le vie gerarchiche; cosa impossibile per un atto così strettamente delicato e compromettente per l’Amministrazione e alcuni suoi appartenenti!

È vero che nessun sindacato, compreso il SAP, a cui hai chiesto supporto ultimamente, si è mai preoccupato dei tuoi colleghi in servizio nei cantieri TAV?

Posso rispondere soltanto per ciò che mi riguarda nel periodo interessato. All’epoca iniziale dei fatti, ero Dirigente Sindacale del SIAP sotto il Segretario Provinciale Roberto TRAVERSO il quale ha intrapreso una vertenza contro l’operato del Dirigente DIGOS Dott. BORRE’ e all’epoca Questore Dott. MONTEMAGNO. Quest’ultimo, come sappiamo, è stato poi condannato dal Tribunale del Lavoro il quale Giudice, dopo diverse udienze, aveva sentenziato la sua condotta antisindacale per non aver mai fornito i dati ufficiali delle analisi di ARPAL e ASL relative ai controlli di fibre aerodisperse di amianto presso il cantiere TVG di Cravasco. Una volta “intascata” questa misera vittoria, se così si può definire, il Segretario TRAVERSO mi ha tradito e come anche confermato dall’attuale Questore, mi ha letteralmente “venduto” alla “merce” dell’Amministrazione diventando così un puro “capro espiatorio”, il tutto solo ed esclusivamente per i propri interessi personali e sindacali. Medesima situazione avveniva successivamente alle mie dimissioni dal SIAP, prima che lo stesso formulasse la sospensione da parte dei probiviri, essendo stato nominato quadro sindacale del SILP-CGIL con Segretario Provinciale Massimo VALERI. Gli altri Sindacati, compreso il SAP, li avevamo tutti contro ma, ricordo che all’epoca avevano “attaccato” TRAVERSO soprattutto per non essere in grado di tutelare al meglio i suoi quadri sindacali.

È vero che sospetti anche l’interesse dei servizi verso la tua persona o meglio hai qualche riscontro ma non puoi dettagliarlo?

Non ho sospetti, ma certezze! Sono stato pedinato ed inseguito per diverso tempo da personale della DIGOS e non, in particolare anche da persone non appartenenti al Corpo, inviate da subalterni di BORRE’. Inoltre ho certificato e dimostrato il monitoraggio nei miei confronti da parte dei Servizi Segreti, come descritto nell’Informativa.

È vero che nonostante il tuo avvicinamento all’Osservatorio Nazionale Amianto e la
documentazione tecnico medico legale prodotta dal lavoro del Presidente Prof. Avv. Ezio Bonanni e dal suo staff, i tuoi superiori ordinavano di andare in servizio lo stesso?

Si è vero. Ricordo molto bene il giorno in cui sono stato convocato e sottoposto ad una sorta di “interrogatorio” dal Dirigente DIGOS Dott. BORRE’ e suoi stretti collaboratori. L’incontro era soprattutto volto a farmi visionare una certa “documentazione” relativa alle analisi ufficiali di ARPAL e ASL sui rilievi effettuati presso il noto sito, addirittura in forma scritta dal Funzionario addetto Dr.ssa Simona TRUPPO, riguardo l’amianto ma, tale visione mi veniva negata. In quel contesto, il Dirigente DIGOS, in maniera palesemente alterata, sbatteva i pugni sulla sua scrivania e mi ordinava di recarmi immediatamente al cantiere TVG di Cravasco, fidandomi solo della sua parola, in quanto, come da lui asserito, non vi era alcun pericolo amianto!!! Penso che l’ONA e tutto il suo staff con a capo il Pres. Avv. Ezio BONANNI, compia un lavoro eccellente che risulta essere di fondamentale importanza a livello nazionale.

E’ vero che la Procura in cui ovviamente tutti confidiamo sempre, ci va con i piedi di piombo?

Io ho sempre creduto nella Magistratura e quindi confido in un ottimo lavoro esperito da parte dei PM che hanno a tutt’oggi in carico la mia denuncia. Purtroppo devo dire che però ho la sensazione che persista uno strano “silenzio” nonostante tutto. Non scordiamoci che il fu padre del Dirigente DIGOS era il noto Giudice Giuseppe BORRE’, membro anche del CSM. All’interno del nostro ambiente, sono sempre circolate voci di corridoio che criticavano il vergognoso operato di BORRE’ nel corso degli anni, in tutti gli Uffici di cui ha fatto parte, ma nonostante questo, considerato dai vertici un “intoccabile”.

Ad oggi, che stai avviando una causa per mobbing contro la Polizia di Stato che era la tua vita, cosa ne pensi, di questa istituzione che ha visto reintegrati in servizio soggetti condannati, che hanno disonorato il Giuramento prestato alla Polizia di Stato?

Provo disgusto e tristezza. Ho amato fin dall’inizio la mia Amministrazione che mi ha consentito di appassionarmi sempre di più al mio lavoro che ho sempre espletato con massima serietà e onestà. E’ assolutamente grave ed inaccettabile che l’Amministrazione consenta il reintegro in servizio di certi soggetti che si sono resi responsabili di pesanti reati penali e soprattutto reinseriti in uffici di prestigio come la DIGOS. Ricordo il giorno del mio approdo in tale Ufficio quando, dai superiori, venivo sottoposto al cosiddetto “lavaggio del cervello” riguardo la delicatezza e segretezza della materia di cui sarei venuto a conoscenza e che non avrei mai e poi mai dovuto far trapelare, come è giusto che sia in certi ambiti lavorativi. Mi veniva altresì detto che in tali Uffici potevano farne parte solo Poliziotti come me, con fascicoli personali immacolati e contornati di lodi ed encomi e non di fascicoli macchiati di reati penali! Ammesso e non concesso che l’Amministrazione dia la possibilità di reintegrare certi soggetti, dovrebbe inserirli in uffici di basso rilievo e non certo alla DIGOS.

Alla luce di questi fatti, alla luce di quanto fatto agli INV del 1148 e del 780 prima, vedendo uomini e donne straordinari come Te subire ciò che hai subito, cosa pensi ancora della Polizia di Stato?

Nello specifico iter di questi concorsi, non sono dettagliatamente a conoscenza dei fatti in quanto non li ho seguiti con attenzione, preso ovviamente da altre problematiche. Cosa posso pensare adesso della Polizia di Stato? Penso che l’ho amata fin dall’inizio, ci ho sempre creduto con il cuore e continuo a crederci ma, purtroppo bisognerebbe debellare le cosiddette “mele marce”, persone disoneste, incapaci ed incompetenti che fanno parte della Polizia e soprattutto, in taluni casi, posti a gestire Uffici di massima importanza! Ma questo credo dipenda tutto dai Vertici a livello centrale che sono “disattenti”, forse non bene informati e che quindi consentono l’insediamento di soggetti a dir poco “vergognosi” in certi uffici di massimo rilievo e prestigio… magari non concedendo veramente a chi ama il lavoro di Poliziotto di poterlo fare con la serenità indispensabile e fondamentale per questo tipo di mestiere, da me sempre considerato “il mestiere più bello del mondo” che necessita però di grande passione perché non è una professione qualsiasi. Penso ci basti già la criminalità organizzata comune…

Dopo i fatti precedenti al tuo, tipo quello del collega che denuncio’ lo scandalo del Cara di Mineo e tutto il business dell’immigrazione, cosa ti senti di dire al Capo della Polizia di Stato, al Ministro dell’interno, al Presidente del consiglio, al Presidente della Repubblica Italiana?

Cosa mi sentirei di dire a queste autorità? Dovrebbero essere un po’ più attenti a certe vicende e soprattutto ad ascoltare il personale di certe Amministrazioni come questa, che denuncia situazioni di una certa gravità, anziché farlo sottoporre a Mobbing e via discorrendo…! Questo sistema dovrebbe essere applicato in generale, dal più piccolo al più grande Ente o qualsivoglia genere professionale, anche privato, altrimenti questo paese non si salverà mai e poi mai dall’omertà e dall’altissima corruzione a 360° che lo contraddistingue.

Questo sistema dovrebbe essere applicato in generale, dal più piccolo al più grande Ente o qualsivoglia genere professionale, anche privato, altrimenti questo paese non si salverà mai e poi mai dall’omertà e dall’altissima corruzione a 360° che lo contraddistingue.

Nell’esprimere solidarietà a Stefano Calabrò, lasciamo ai lettori giuste riflessioni.

EP

Consulente per la Sicurezza

Esperto Giuslavorista Sindacale

Redazione VaresePress@

 

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