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Pubblicato il: 20 Marzo 2019 alle 9:48

Vergiate, denuncia contro negoziante per irregolarità nei prodotti della cannabis venduta

E’ stata denunciata la titolare di un negozio “grow-shop di Vergiate dopo un controllo effettuato su vari negozi della zona.

La denuncia è stata indirizzata a una donna italiana di anni 40, proprietaria della attività.

Motivazione? All’interno del locale, in libera vendita, erano presenti numerose confezioni contenenti infiorescenze e pollini derivanti dalla “cannabis sativa” con etichette non conformi a quanto previsto dalla legge che regolamenta il commercio di queste sostanze: mancava infatti l’indicazione della percentuale di principio attivo.

Per tale motivo la merce – circa 240 grammi di marjuana e 50 grammi di hashish – è stata sequestrata, e la proprietaria è stata denunciata in stato di libertà alla Procura di Busto Arsizio per il reato di detenzione illecita di sostanza stupefacente.

Questo genere di negozi sta crescendo anche nella nostra zona, si tratta di
Prodotti derivati dalla cannabis legale. Le infiorescenze di cannabis light sono coltivate in maniera totalmente naturale senza alcun uso di additivi chimici. La coltivazione di cannabis light in Italia ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi mesi. L’approvazione della neo legge sulle infiorescenze di canapa dello scorso maggio ha creato un effetto volano inaspettato, convincendo gli agricoltori a intraprendere la coltivazione di quella che oggi viene definita la cannabis light totalmente legale (grow-shop)

La legge 242/16 ha regolarizzato la vendita: la legge reca norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L), naturalmente ci sono limiti:

” le varietà previste nel Catalogo UE sono quelle varietà caratterizzate da valori di delta-9-tetraidrocannabinolo1 (THC) inferiori allo 0.2%, che non rientrano pertanto tra le varietà cui si applicano le disposizioni sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope. Pur trattandosi di una coltivazione libera, nel senso che non è prevista alcuna autorizzazione preventiva alla coltivazione, la legge 242/16 stabilisce comunque l’obbligo per il coltivatore di conservazione dei cartellini e delle fatture di acquisto della semente per un periodo non inferiore a dodici mesi dalla data di acquisto.  “, come scritto da Confagricoltura Treviso .

La canapa, o canabis come si voglia chiamarla contiene più di 400 sostanza tra cui il thc che ha effetti non indifferenti oltre la soglia prevista dalla legge

il THC stimola il rilascio di dopamina che influisce sull’umore, il ritmo sonno-veglia, l’attenzione, la memoria, il movimento volontario e per questo che i Carabinieri controllano il rispetto della legge.

La canapa viene pure impiegata in altri settori:

  1. alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori;
  2. semilavorati, quali fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico;
  3. materiale destinato alla pratica del sovescio;
  4. materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia;
  5. materiale finalizzato alla fitodepurazione per la bonifica di siti inquinati;
  6. coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati;
  7. coltivazioni destinate al florovivaismo.

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