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Pubblicato il: 18 Marzo 2019 alle 19:24

Le 50 aziende in cui si lavora meglio

Delle 136 candidate, solo 50 sono entrate nell’ambita classifica dei Best Workplace: luoghi di lavoro in cui rispetto alla media italiana è valorizzato il welfare (+54%), si lavora più serenamente (+47%) e i manager sono visti come corretti ed etici (+46%).

Un ambiente di lavoro sereno a livello piscologico, che favorisce l’equilibrio fra lavoro e vita privata e premia con una promozione chi lo merita davvero, in cui i manager agiscono in modo onesto secondo una solida etica nella loro attività aziendale, dove poter anche usufruire di particolari benefit. È questo l’identikit del Best Workplace ideale secondo gli oltre 40.000 dipendenti coinvolti dall’indagine di Great Place to Work® Italia, che anche nel 2019, per il 18° anno consecutivo, ha presentato la classifica delle 50 migliori aziende del Belpaese dal punto di vista dell’ambiente di lavoro. Un prestigioso premio di livello internazionale e dal riconosciuto valore etico, reso ancor più importante dal fatto che è concretamente l’unico al mondo in cui sono proprio i lavoratori a giudicare in maniera autonoma e indipendente i propri datori di lavoro. L’indicatore utilizzato per stilare la classifica è il “Trust Index©”, l’indice sintetico determinato dalla media delle percentuali di risposte favorevoli di tutte le domande del questionario che Great Place to Work® Italia utilizza per raccogliere i feedback dei dipendenti.

“Il metodo che utilizziamo per stilare la classifica è unico al mondo, perché si basa sulle opinioni e le considerazioni dei lavoratori, che rappresentano senza ombra di dubbio i maggiori esperti di clima aziendale all’interno dei luoghi di lavoro – ha sottolineato Andrea Montuschi, presidente di Great Place to Work® Italia – Sono proprio loro a determinare se la propria azienda possa ottenere la certificazione e qualificarsi fra i 50 Best Workplace. L’attenzione rivolta alla qualità della vita all’interno delle aziende è infatti molto variabile in Italia, tanto è vero che dalle nostre ricerche è emerso uno scarto importante tra le aziende Best Workplace e quelle candidate ma non certificate “great place to work”: le Best ottengono l’81% di feedback positivi, mentre le altre aziende si fermano al 59%, e la media in Italia è ancora più bassa: 44%”.

Ma quali sono gli aspetti che stanno più a cuore ai lavoratori? Sono soprattutto i temi legati al benessere personale a farla da padrone: nei Best Workplace, infatti, i feedback positivi sono più alti per quanto concerne la serenità delle ore passate in ufficio (76%, contro il 47% delle non certificate), la sensazione di lavorare in un ambiente familiare (81% vs 51%), la possibilità di vivere la giornata insieme ai colleghi con il sorriso sulle labbra (78% vs 49%) e di riscontrare nella quotidianità un buon equilibrio fra vita lavorativa e personale (75% vs 46%). Ma non è tutto, nelle aziende in cui si vive in maniera eccellente le persone dimostrano ogni giorno di essere molto più attente le une verso le altre (78% vs 49%) e sono guidate da datori di lavoro che offrono benefit particolari (78% vs 43%) e riconoscimenti speciali sulla base delle performance lavorative (67% vs 37%).

“La capacità di creare un ambiente sereno, empatico, da vivere con il sorriso, è uno degli aspetti determinanti per diventare un Best Workplace – ha precisato Marco Motta, Communication & Marketing Manager di Great Place to Work® Italia – Ma non è tutto, anche i più concreti benefit e riconoscimenti materiali aiutano a creare quel senso di appagamento che, unito al buon clima sul luogo di lavoro, rende piacevole recarsi in ufficio, come testimoniato dall’83% dei dipendenti delle Best Companies, contro il 51% delle aziende non certificate. Stesso discorso per la motivazione: nelle Best Companies l’82% dei lavoratori ritiene che tutti i collaboratori diano il massimo al lavoro, mentre nelle altre aziende la percentuale scende al 54%. Un dato su cui c’è ancora parecchio da investire nel nostro Paese è però la meritocrazia: infatti le domande con i risultati più bassi, anche fra le Best Companies, sono proprio quelle relative all’equità della retribuzione e alle promozioni, che non arrivano al 70% di risultati favorevoli”.

Ma un clima favorevole all’interno dell’azienda permette anche di far crescere il proprio business? Secondo Alessandro Zollo, amministratore delegato di Great Place to Work® Italia, c’è un diretto rapporto tra la soddisfazione e la motivazione dei dipendenti e il giro d’affari: “Le aziende che investono sullo sviluppo della cultura organizzativa, riuscendo a motivare al meglio i propri collaboratori, creano un sistema positivo virtuoso, che permette un concreto ritorno anche sul business – sottolinea Alessandro Zollo – Le imprese che comprendono questo meccanismo, come le Best Companies della nostra classifica, vedono migliorare non solo i rapporti tra colleghi, ma anche tra i lavoratori e i datori di lavoro, e i benefici sono molteplici: migliora il clima interno, cala il turnover, aumenta l’appetibilità dell’azienda da parte dei candidati e migliorano anche gli indicatori finanziari”.

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