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Cammina con Samuela morta di Cancro al seno

di Giuseppe Criseo

Ha lasciato una lettera in cui diceva”  non ho mai perso la speranza di “trovare” la strada giusta che mi permettesse di veder crescere i miei bambini”

Una lunga lettera che lascia speranza nella ricerca delle cure per evitare ad altri quello che lei ha passato e il suo coraggio: ” non mi ha mai tolto il sorriso e la gioia di vivere. “

Non solo non si lamenta ma spera in un progetto che tanti stanno portando avanti: “donare qualche cosa di utile che agevolasse i soggiorni quotidiani al reparto di oncologia”.

L’iniziativa e’ pubblicizzata su Facebook: https://www.facebook.com/events/2532301426785983/?active_tab=discussion

La lettera in forma integrale

LETTERA DI SAMUELA

Ciao, mi chiamo Samuela avevo poco più di 35 anni quando mi hanno diagnosticato il Cancro al seno, e nonostante l’essermi sottoposta a tutti i controlli di prevenzione, il Cancro ha invaso il mio corpo senza nessuna pietà.

A circa un’anno e mezzo dall’intervento sono comparse le prime metastasi, segno inequivocabile che non sarei più guarita, l’unica possibilità era tentare con le terapie di cronicizzare il Cancro. Queste terapie chemioterapiche sono state invasive e debilitanti, ma non ho mai perso la speranza di “trovare” la tstrada giusta che mi permettesse di veder crescere i miei bambini, nonostante tutto ho sempre creduto nella ricerca. La mia consapevolezza di paziente metastatica non mi ha mai tolto il sorriso e la gioia di vivere. Negli ultimi quattro anni, tra interventi, terapie e controlli passavo molto tempo presso l’ospedale di Circolo a Varese, per me era come la mia seconda casa, dove mi sentivo curata ed assistita nel migliore dei modi.

Prima che la malattia si aggravasse avevo espresso un desiderio, donare qualche cosa di utile che agevolasse i soggiorni quotidiani al reparto di oncologia. Avevo individuato uno strumento che permetteva di facilitare il prelievo del sangue, operazione semplice ma molto fastidiosa nei pazienti che si sottopongono a chemioterapia.

Grazie al vostro contributo spero di realizzare il mio desiderio, cioè quello di fare qualcosa di concreto per il prossimo, dando un piccolo aiuto alle persone ammalate che devono lottare ogni giorno contro la sofferenzae e la malattia.

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