Varese Press giornale online

gli altri siamo noi

Politicamente scorretto: il caso Greta Thunberg

La 16 enne che protestava davanti al parlamento svedese per chiedere al governo del suo paese una risposta radicale ai cambiamenti climatici è diventata protagonista di una strepitosa escalation mediatica fino allo sciopero globale del 15 marzo.

Greta Thunberg è una ragazzina svedese con la Sindrome di Asperger che prima delle elezioni politiche del suo paese nel settembre 2018 per tre settimane, saltando la scuola, è rimasta seduta sugli scalini del parlamento di Stoccolma con il motto “Sciopero per il clima”.
Certo è strano come possa accadere in un paese come la Svezia, rigidamente legato alle leggi e alle regole, che una ragazzina sedicenne possa stanziare saltando la scuola per tre settimane senza che le autorità mettano in atto qualche iniziativa.
È anche strano anche che il padre Svante Thunberg (attore) e la madre Malena Ernman (cantante lirica molto conosciuta) non trovassero qualche anomalia in questo comportamento della giovane.
Anzi la madre Ernman che ha pubblicato un libro in cui ha descritto la lotta della sua famiglia contro le speciali esigenze delle due figlie (sia Greta che la sorella minore Beata, infatti, soffrono di autismo, deficit di attenzione e altri disturbi) probabilmente è stata gratificata da tutta questa risonanza.
Dopo le elezioni la ragazza ha deciso di saltare la scuola un solo giorno alla settimana per continuare la sua protesta davanti al parlamento dove è stata anche avvicinata da diversi parlamentari che le hanno espresso solidarietà pur facendole notare che avrebbe dovuto essere a scuola.
È strana anche la coincidenza tra l’attività mediatica della sedicenne e la campagna pubblicitaria che ha caratterizzato la pubblicazione del libro della madre.
Nel dicembre 2018, Greta ha parlato alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite, rimproverando i leader mondiali per il loro comportamento da bambini irresponsabili.
Nel gennaio 2019 ha avuto altre dure parole per l’élite imprenditoriale mondiale a Davos, in Svizzera.
La giovane è stata indicata anche per il Premio Nobel per la Pace da un gruppo di deputati socialisti norvegesi.
Grande supporto mediatico le è arrivato quando, oltre a rinforzare la campagna pubblicitaria per il libo della madre, si è collegata a gruppi come 350.org o Greenpeace e il suo personaggio è diventato testimonial del mondo ambientalista fino ad essere il catalizzatore dello sciopero globale degli studenti che andrà in scena venerdì 15 marzo in oltre 1.000 città in cento paesi diversi.
Anche in Italia lo sciopero degli studenti per il clima dovrebbe svolgersi in 182 piazze facendo di questo venerdì una giornata di protesta senza simboli di partito o bandiere identitarie innalzando solamente cartelli e striscioni sul tema dei cambiamenti climatici.
A Roma partiranno mini-cortei da scuole medie inferiori e licei e istituti, mentre dagli atei i manifestanti si muoveranno in bicicletta e un corteo partirà dalla fermata metro Colosseo alle 10.30 per arrivare a piazza Venezia, dove sui gradini ci saranno gli interventi di 7 studenti dai 9 ai 24 anni (elementari, medie, licei e università).
A Milano i giovanissimi attivisti attraverseranno la città con una marcia per il clima che partirà alle 9,30 da largo Cairoli e arriverà a piazza della Scala, davanti alla sede del Comune dove dalle 11 alle 13 ci sarà la manifestazione. Alle 18 invece ci sarà un’altro evento a cui aderiscono associazioni ambientaliste come Greenpeace.
Manifestazioni di diverso tipo saranno organizzate un po’ dappertutto da Torino a Bologna, da Firenze a Napoli, da Genova a Venezia.
Quello che io non riesco a capire è che sia considerato vergognoso sfruttare il lavoro minorile (e sono assolutamente d’accordo) mentre sia politicamente corretto, anzi e moralmente ineccepibile sfruttare l’immagine di una ragazzina al fine di promuovere un libro o veicolare gli interessi di gruppi di pressione.
Non riesco ad accettare i diversi pesi e le diverse misure e l’uso di minori per obiettivi economici, anche se mascherati.

Fabrizio Sbardella

Please follow and like us:
error

Lascia un commento