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Pubblicato il: 14 Marzo 2019 alle 19:47

Avis, donare il sangue, volontari, orgoglio della Lombardia

Si tratta di una risoluzione dal grande valore pratico e
simbolico, che prende atto dell’importanza di una realtà che dona grande lustro
alla nostra regione, ovvero quella dell’Associazione Italiana Volontari del
Sangue, nata proprio in Lombardia, a Milano, nel 1927.”

Questo il commento di Emanuele Monti (Lega) Presidente della
Commissione Sanità e Politiche Sociali del Pirellone e relatore della
risoluzione approvata oggi all’unanimità, recante come oggetto “Determinazioni
in ordine alle disponibilità di personale medico presso le unità di raccolta
sangue ed emoderivati”.

“Il testo approvato oggi –prosegue Emanuele Monti – e che
dovrà presto passare al vaglio dell’Aula, pone delle richieste importanti, che
riguardano da vicino il mondo delle donazioni di sangue.

In primo luogo si impegnerà la Giunta, in particolar modo
l’Assessore al Welfare, ad individuare un modo idoneo per soddisfare la sempre
maggiore necessità di medici nelle realtà che operano i prelievi e la raccolta,
consentendo l’uso di medici specializzandi presso le unità di raccolta del
sangue e di emocomponenti dell’Avis, ricomprendendo queste attività
direttamente nel percorso di formazione e quindi riconoscendo i crediti
formativi.

La seconda richiesta, non meno importante, è quella di
promuove in Conferenza Stato-Regioni presso il Governo nazionale, una revisione
delle tariffe di cessione degli emoderivati e delle quote di rimborso per le
attività svolte dall’Avis.

La promozione, la tutela e la difesa dell’attività di
raccolta del sangue, svolta in misura preponderante in Lombardia proprio da
Avis, rappresenta una battaglia portata avanti dalla Lega e dallo stesso Matteo
Salvini in moltissime occasioni.

L’importanza di questa attività è quotidianamente visibile
nei nostri ospedali: grazie allo sforzo di volontari e donatori il nostro
sistema sanitario riesce a coprire il fabbisogno regionale.

Ma occorre continuare a sostenere ed incentivare lo spirito
della donazione – conclude Emanuele Monti – nella consapevolezza di come un
gesto che costa uno sforzo minimo può 
davvero salvare la vita di un’altra persona.”

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