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Pubblicato il: 13 Marzo 2019 alle 12:26

Gallarate: la Gerolamo Cardano alla “don Francesco Ricci”

Gallarate: la Gerolamo Cardano alla “don Francesco Ricci”
Gallarate: la Gerolamo Cardano alla “don Francesco Ricci”

Nella giornata di martedì il sindaco Andrea Cassani ha consegnato le chiavi della vecchia scuola a Luca Maggioni presidente della cooperativa sociale “don Francesco Ricci” che potrà da ora cominciare l’intervento conservativo della struttura.

“Quella di oggi è una data molto importante: con la consegna delle chiavi da parte dell’amministrazione comunale, parte l’intervento conservativo che restituirà alla città una scuola a molti molto cara, ma da troppo tempo degradata. A tutti noi, agli insegnanti, alle famiglie e ai loro ragazzi il compito di dare vita ad una nuova avventura educativa”. Con queste parole Luca Maggioni, presidente della cooperativa sociale “don Francesco Ricci”, ha simbolicamente ricevuto dal sindaco Andrea Cassani le chiavi dell’ex Gerolamo Cardano, in via Bottini.

Da parte sua il primo cittadino ha condiviso il pensiero espresso, anche perché tra le persone legate alla storia struttura edificio c’è anche lui: “Ho frequentato qui le medie e conservo ricordi indelebili. La mia soddisfazione nel vedere tornare a vivere questo edificio è perciò doppia, da ex alunno e da sindaco non posso che essere molto contento al pensiero che le aule torneranno a ripopolarsi di ragazze e di ragazzi. E di questo va dato grande merito all’Istituto Sacro Cuore, eccellenza gallaratese che sta crescendo in modo esponenziale”.

Gallarate: la Gerolamo Cardano alla “don Francesco Ricci”
Gallarate: la Gerolamo Cardano alla “don Francesco Ricci”

L’assessore alla Pubblica Istruzione, Isabella Peroni, ha posto invece l’accento su un traguardo “per l’intera città, perché si andrà a recuperare uno storico edificio mantenendone l’originaria destinazione, ovvero quella scolastica”. L’esponente della giunta di centrodestra ha anche sottolineato un secondo aspetto, ovvero “la volontà di investire nel mondo della scuola”. Secondo Peroni si tratta di “un segnale di come ci siano dei privati che credono nelle potenzialità di questa città”.
Infine, l’offerta scolastica che, anche grazie a realtà come il Sacro Cuore, “a Gallarate si sta ampliando, puntando soprattutto sulla qualità della proposta”.

Il contratto stipulato lo scorso 1° marzo tra Comune e Sacro Cuore prevede una concessione di 25 anni con un esborso da parte del privato di 70mila euro all’anno a scomputo del canone complessivo che ammonta a un milione e mezzo di euro. L’attività didattica partirà nel gennaio del 2020 con le prime cinque classi al piano seminterrato, ovvero la parte dell’edificio interessata dal primo lotto dei lavori (oltre al recupero e risanamento conservativo del piano rialzato è anche previsto il recupero delle facciate e delle aree esterne, per un totale di 900mila euro). Nella seconda fase dell’intervento (500mila euro) è compreso il recupero e il risanamento conservativo del primo piano, mentre con l’ultimo lotto (100mila euro) si andrà a completare il recupero delle facciate esterne e delle coperture. Il tempo previsto per portare a compimento l’intero intervento è di 10 anni.

L’edificazione dell’ex Gerolamo Cardano dovrebbe risalire ai primissimi anni del Novecento (1907 in base alla descrizione dell’immobile da parte dell’allora direttore didattico), ma se ne ha notizia dalla fine del 1800. Inizialmente utilizzata come scuola femminile intitolata alla Regina Margherita (la via si chiamava via Umberto I), negli anni ha ospitato diversi ordini scolastici, anche professionali. L’edificio è composto da due piani di circa 950 metri quadrati ciascuno.

“Amministrare il bene comune”, ha concluso il presidente Maggioni, “significa anche valorizzare le iniziative serie che vengono dalla società civile: in questo dobbiamo molta riconoscenza al sindaco Cassani e ai suoi assessori, che hanno fortemente voluto che lo stabile delle ex scuole Gerolamo Cardano riprendesse vita”. Da parte della cooperativa don Francesco Ricci arriva infine anche un grazie all’ufficio Lavori Pubblici del Comune e in particolare all’ingegner Angelo Altieri e all’architetto Elisa Benacoli: “Giungere a questo risultato non è stato semplice, ma la loro tenacia lo ha reso possibile”.

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