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Giancarlo Giorgetti: un pescatore prestato alla politica

Giancarlo Giorgetti: un pescatore prestato alla politica
Giancarlo Giorgetti: un pescatore prestato alla politica

Sabato mattina a Palazzo Borghi il SOTTO SEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO ha incontrato i leghisti gallaratesi e si è fatto intervistare dal Sindaco leghista Andrea Cassani in occasione del primo incontro dei “Dialoghi Gallaratesi”

Andrea Cassani, nella sua nuova veste di intervistatore, ha interrogato Giorgetti a trecentosessanta gradi sulla sua storia di uomo e di esponente politico di alto livello.
Bocconiano con amicizie importanti è stato braccio destro di Bossi, di Maroni e infine di Matteo Salvini, l’ex sindaco di Cazzago Brebbia oggi sembra essere l’unico membro del governo a fare il lavoro che gli è stato affidato e che è quello di GOVERNARE.
In un mondo in cui se non sei social, non ci sei, Giorgetti continua la tradizione dei rapporti diretti tra persone fisiche e ai tweet e ai post preferisce il confronto diretto e magari a quattrocchi sdoganando una parola desueta come “buon senso”.
Il suo più grande crucio da pescatore, figlio di pescatore e nipote di pescatore è quello di aver dovuto lasciare (per conflitto di interessi?) la presidenza della Cooperativa dei Pescatori del Lago di Varese, ruolo che aveva ereditato dal padre.
Cassani e Giorgetti condividono il tifo calcistico per due squadre di calcio che portano più sofferenza che gioia: interista il sindaco e tifoso del Southampton Giorgetti “un amore che risale a quando giocavo a Subbuteo e quella era la squadra che mi avevano regalato”.
Come ha fatto Cassani a Gallarate Giorgetti ha voluto per sé la delega allo sport da entrambi considerato un momento fondamentale nella società che va “governato” cercando di rimuovere tutte le storture che ne ostacolano lo sviluppo.

Giancarlo Giorgetti: un pescatore prestato alla politica
Giancarlo Giorgetti: un pescatore prestato alla politica


Per entrambi lo sport è scuola di vita, orgoglio del territorio e portatore di valori fondamentali: lo sport insegna a vincere, ma anche, e soprattutto, a perdere.
Sulla evoluzione avute dalla lega dalle sue origini ad oggi, Giorgetti ha sottolineato l’importanza di avere la bussola che ti permette di avere chiari gli obiettivi da raggiungere e di individuare le strade per arrivarci, la realtà intorno a noi cambia continuamente e i politici coi loro partiti devono essere pronti a capire e cavalcare il cambiamento.
Per il “sopra segretario” una volta letti i risultati delle elezioni politiche e preso atto che i 5 stelle avevano raccolto un terzo dei voti era ovvio che dovessero obbligatoriamente partecipare al governo del paese.
Per quel che riguarda la TAV, per il “sopra segretario” tutto quello che serve è il “buon senso” perché il problema era già stato affrontato al momento della redazione del contratto di governo e, anche se la Lega è disponibile a rivedere e ridimensionare il progetto sulla base del trattato internazionale, sarà il Parlamento a doversi esprimere.
Non sarà certo la TAV a poter mettere in crisi il governo, ma se ne potrà parlare eventualmente se non passasse l’Autonomia di Lombardia e Veneto che è un punto fondamentale del contratto.
Per quel che riguarda l’euro Giorgetti ha sostenuto che è stato sbagliato entrarci, ma che ora sarebbe impossibile uscirne.
Anche il “centro destra” per lui è un termine sbagliato e questo paese sta avendo ora una occasione unica e irripetibile per cambiare marcia e ripartire con foga verso nuove mete.
Alla fine dell’incontro Giancarlo Giorgetti ha incontrato Pino Saccone il portavoce della Comunità Sinti di Gallarate, per un confronto sulle vicende successive allo sgombero del campo in via Lazzaretto e per individuare una possibile soluzione di buon senso.

Gallarate 11 marzo 2019

Fabrizio Sbardella

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