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L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione della Triptorelina per adolescenti confusi sulla loro identità sessuale

Protesta di Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia chiede che il ministro della Salute Giulia Grillo venga urgentemente a riferire in Aula e blocchi immediatamente questa follia che è l’utilizzo libero del farmaco gender triptorelina su cui c’è un dibattito aperto e la comunità scientifica è divisa.

Gli effetti così pericolosi sui minori di questo farmaco sono sotto gli occhi di tutti ma ciononostante l’Agenzia italiana del Farmaco ne sta autorizzando l’utilizzo addirittura a carico del servizio sanitario nazionale”. Così Carlo Fidanza, deputato di Fratelli d’Italia intervenendo in Aula.“La triptorelina è un farmaco antitumorale che però nel suo utilizzo off-label, autorizzato da AIFA, inibisce la pubertà e prepara alla cosiddetta ‘riassegnazione sessuale’, ovvero a un intervento chirurgico che permette di cambiare sesso agli adolescenti. Una vergogna da fermare senza se e senza ma!”

L’idea è quella di bloccare il corpo dei ragazzi per aspettare che capiscano sevogliono essere maschi o femmine. L’Agenzia ha agito al di fuori dei suoi poteri e contro le evidenze medico-scientifiche che suggeriscono massimaprudenza su interventi così invasivi.

Firma subito per chiedere al Ministero della Salute di bloccare immediatamente la diffusione della Triptorelina libera: non possiamo usare i ragazzi come cavie da laboratorio per assecondare l’ideologia Gender!

Su questa questione c’è mobilitazione da parte di CitizenGO 

Lo scorso 25 febbraio l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha emesso un provvedimento, registrato in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo, che autorizza la somministrazione della Triptorelina agli adolescenti in crisi di identità sessuale: la medicina, generalmente usata per il contrasto dei tumori, quindi con effetti pesantissimi sul corpo e sulla psiche, è in grado infatti di bloccare il naturale sviluppo della pubertà.

Firma per dire NO: http://www.citizengo.org/it/pc/169128-non-bloccate-puberta-dei-bambini-stop-alla-triptorelina-libera

In un comunicato congiunto il Centro Studi R. Livatino e l’associazione Scienza&Vita hanno ribadito preoccupazioni che CitizenGO condivide pienamente:

  1. il c.d. farmaco viene immesso nell’elenco del Servizio Sanitario Nazionale incarenza di studi clinici e di follow-up a lungo termine;
  2. è alto il rischio, adoperando la triptorelina per bloccare la pubertà fino a 4 anni circa – dai 12 ai 16 anni d’età –, di indurre farmacologicamente un disallineamento fra lo sviluppo fisico e quello cognitivo del minore;
  3. non esistono evidenze sull’effettivo pieno ripristino della fertilità nel caso di desistenza dal trattamento e di permanenza nel sesso di appartenenza;
  4. resta sospesa la questione del consenso all’uso del c.d. farmaco, vista la scarsa consapevolezza di adolescenti e preadolescenti circa le proprie potenzialità. Premesso poi che la capacità di agire viene raggiunta al compimento della maggiore età, come faranno i medici a garantire che il consenso di un pre-adolescente cui si intenda somministrare la triptorelina sia “libero e volontario”? Che cosa accadrà se i genitori vorranno accedere alla “cura” e il minore no, o il contrario, o, ancora, in caso di contrasto fra genitori? Potrà il genitore (o il tutore) esprimere l’assenso a un atto di disposizione del corpo altrui, in evidente contrasto con l’ordinamento vigente?

Blocchiamo la Triptorelina: http://www.citizengo.org/it/pc/169128-non-bloccate-puberta-dei-bambini-stop-alla-triptorelina-libera

A ciò si aggiunge il fatto che l’Agenzia Italiana del Farmaco ha emesso tale decisione al di fuori delle proprie competenze amministrative e, a quanto risulta, senza coinvolgere ilMinistero della Salute.

È gravissimo che si autorizzi la somministrazione di un farmaco così potente e invasivo sul corpo in pieno sviluppo di minori le cui problematiche psicologiche possono riassorbirsi naturalmente col proseguire della crescita e della maturazione psico-fisica.

Gravissimo che si autorizzi la sospensione della pubertà senza tenere in conto il fatto che spesso non si può tornare indietro, né prevedere quali saranno gli esiti della somministrazione a livello sanitario nel singolo paziente.

Firma la petizione per chiedere al Ministero della Salute di annullare la disposizione dell’AIFA e assicurarsi che l’ente non oltrepassi mai più i limiti dei propri poteri in futuro, specialmente su temi così delicati e invasivi nella vita dei minori.


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