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Correlazione tra Poliziotti Malati di Amianto e la TAV?

  • In questi ultimi mesi, insieme, all’Osservatorio Nazionale Amianto presieduto dal Prof. Avv. Ezio Bonanni, al Legale già di parte Avv. Daniele Pomata, abbiamo seguito le denunce ed inchieste dell’assistente capo coordinatore della Polizia di Stato Stefano Calabro’, in foto, in servizio all’epoca dei fatti (fatti=segnalazioni in tutela della salute pubblica e dei lavoratori) presso la Questura di Genova – Sezione DIGOS, con uno status di servizio impeccabile.

 

L’ inchiesta condotta da questo poliziotto, ex sindacalista, aveva lo scopo di sensibilizzare i vertici della Questura nelle misure di prevenzione per i propri colleghi ordinati di servizio a tutela dell’ordine pubblico presso i cantieri della TAV al Terzo Valico dei Giovi cantiere di Cravasco nel comune di Campomorone (Valpocevera), linea Genova – Rotterdam, sentito anche il parere dell’Osservatorio Nazionale Amianto, a cui si era rivolto poco dopo l’inizio di questa storia (2015), secondo cui l’unica soglia di sicurezza nell’esposizione all’amianto, è la soglia zero, Dipartimento Forze dell’Ordine-Polizia di Stato.
Abbiamo detto inchiesta, sii, perché il poliziotto, quando ha cercato di sensibilizzare i suoi superiori sino al Questore, investendo anche i sindacati di polizia, tutti demandati alla tutela della salute dei lavoratori, è stato poi oggetto di mobbing, persecuzione, pedinamenti, trasferimento, ecc, per l’interesse alla problematica espositiva ad un pericoloso cancerogeno, con il quale probabilmente ha interrotto interessi di terzi, chissà.
Pertanto visto le minacce velate, visto la necessità di Security & Safety nei luoghi di lavoro, onde evitare future centinaia di poliziotti morti tra 10/15 anni, periodo di latenza delle patologie asbesto correlate, grazie alla perdurante esposizione alle polveri amiantifere in quelle montagne presenti, oggetto dei scavi TAV, il poliziotto ritenne necessario presentare prima, un informativa riservata al Capo della Polizia di Stato ed al Ministero degli Interni sui circostanziati fatti, con nomi e cognomi partendo dal Questore, Questura di Genova, passando per l’intera scala gerarchica di tutti coloro informati dei fatti, sino a raggiungere i servizi d’intelligence coinvolti, sii perché grazie al loro operato, il poliziotto è stato oggetto di pedinamenti, furti inspiegabili e quant’altro documentato nel dossier con tanto di prove, intercettazioni telefoniche ed ambientali, una situazione aberrante in uno stato di diritto.
Poi opto’ definitivamente per il deposito presso la Procura della Repubblica di Genova, considerando che hanno cercato di far desistere il poliziotto con ogni mezzo e ad oggi lo stesso è costretto in aspettativa, dopo un ventennale di servizio senza nessuna macchia, avendo operato sempre con il massimo senso del dovere e delle istituzioni, onorando ogni giorno la propria divisa, temendo però oggi non solo per il suo futuro professionale ma anche per la sua vita.
Per la sua vita, sii, perché in tutta questa vicenda documenti alla mano, risultano coinvolti molti personaggi, alcuni dei quali considerati pericolosi perché collegati con organizzazioni criminali che hanno o avrebbero interessi proprio nei cantieri TAV, il poliziotto proprio in un confronto diretto ci confidava:
“…..amo il mio lavoro, l’ho sempre fatto con il massimo impegno e rispetto del nostro giuramento, ho messo in conto di morire nell’adempimento del dovere, ma non in questo modo, non per Amianto o per aver cercato di sensibilizzare i miei superiori sull’esposizione quotidiana all’amianto con la richiesta di dotare il personale li ordinato di dispositivi di protezione individuale…..non così…..pensa quando feci presente al Dirigente DIGOS le gravi problematiche legate all’amianto, con documenti scientifici alla mano, dopo una lunga discussione, lui sbatte’ i pugni sul tavolo e mi ordinò di andare al cantiere, solo basandomi sulla sua parola…. tutto registrato ovviamente.
Questo succedeva la sera dell’11 agosto 2015….. oggi…… sono profondamente amareggiato……soprattutto dalla mancanza di risposte da parte del Capo della Polizia di Stato, dal Ministro degli Interni e tutti i suoi sottosegretari, nonché dal Ministro del Lavoro e tutti i suoi sottosegretari, perché……IO SONO UN POLIZIOTTO CHE AMA IL SUO LAVORO….IN DIFESA DELLA VITA E DELLA LEGALITÀ…… spero che almeno la Magistratura in cui credo faccia luce e giustizia su questa intera vicenda”.
L’Osservatorio Nazionale Amianto dichiara : “confermando che l’unica esposizione sicura è quella pari a zero, restiamo a disposizione di tutti i cittadini esposti nonché di tutti gli operatori delle forze dell’ordine impiegate in contesti di esposizione all’amianto e cancerogeni vari. “
L’ avvocato Pomata:” il mio cliente è rimasto vittima di un sistema di potere che va scardinato, solo per aver chiesto misure di protezione per esposizione all’Amianto, perché anche solo un esposizione minima è causa di patologie asbesto correlate, come molte note pubblicazioni scientifiche dell’Osservatorio Nazionale Amianto dimostrano e con il quale collaboriamo in tutela del diritto alla Salute. “
La nostra redazione, seguirà costantemente ogni aggiornamento su questa triste vicenda, anticipando che questo è solo il primo atto, seguiranno poi altri dettagli più circostanziati ed allo stesso tempo più oscuri, ai quali cercheremo di dare definizione, perché noi tutti siamo vicini al Poliziotto ed a tutti i Poliziotti e/o membri delle forze dell’ordine, che ogni giorno con onestà operano in nome della legalità.
EP
Consulente per la Sicurezza [email protected]
Esperto Giuslavorista Sindacale

 

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