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EX CEMSA: LE RAGIONI DI UN NO

Credo sia corretto spiegare ai concittadini saronnesi le ragioni per le quali, durante il consiglio comunale di ieri sera, ho votato no al programma di intervento sull’area ex CEMSA (via G. Ferrari – via J. E. de Balaguer) con relativa variante rispetto al progetto originario del 2006.

Non sono contrario alle nuove costruzioni. Neppure ai grattacieli: nella fattispecie, poi, si tratterebbe di un “grattacielo piccolo”, non torreggiante su edifici di dimensioni modeste, ma vicino a palazzi, a quanto si può capire dalle rappresentazioni, di un certo pregio e di notevoli proporzioni. La zona si presta all’intervento: ha ampi spazi e non è prossima al centro storico.

Un progetto complesso, ambizioso e proiettato nel futuro dunque, ma, a parere mio e dell’altro consigliere che ha votato contro, con troppi punti deboli.

La notizia della costruzione, contiguamente alla parte abitativa, dell’ennesimo supermercato, non emergeva dalle carte, ma è stata affidata alla stampa da membri della maggioranza. Sembra, a quanto è stato poi detto in Consiglio, che la costruzione di un supermercato sia una sorta di pedaggio che si debba pagare ogni volta che si intende mettere mano a un’area dismessa. Ma così Saronno, da città degli amaretti, sembra diventare sempre più la città dei supermercati. Solo vicino all’area CEMSA vi sono Esselunga, Carrefour, Lidl e nuovo Tigros di Gerenzano. Saronno ha, sia pure in altra collocazione, il suo Tigros, ha il Carrefour del centro, e inoltre si profila un altro supermercato nell’area ex Cantoni, quando sarà. Gli esponenti della Lega assicurano che il nuovo centro non avrà conseguenze sul piccolo commercio, ma mi permetto di dubitarne: basta avere occhi e memoria per verificare quanti esercizi chiudono e quanti durano l’espace d’un matin, o poco più. E una città priva del cosiddetto negozio di vicinato è una città spopolata, quindi più povera e insicura. Tutte cose che la Lega aveva proclamato ad alta voce nel lontano, troppo lontano, periodo elettorale.

Sempre in tema di tracimazioni su stampa, un altro esponente del nostro PUG (conio anch’io il mio acronimo: Partito Unico di Governo) si lascia sfuggire che il parco circostante gli insediamenti previsto dal Piano non si potrà fare subito perché i fondi a suo tempo stanziati da altre amministrazioni sono stati impiegati altrimenti. Nel frattempo, però, ci viene spiegato che sarà creato un parcheggio “a raso”.  E qui la perplessità si trasforma in una specie di incubo: cosa avranno intorno, per anni e anni e anni, gli avveniristici palazzi e il futuristico grattacielo? Uno spiazzo di terra battuta presto coperto di erbacce? Una colata di asfalto presto dissestata a causa delle intemperie e delle auto in parcheggio? Palazzi e grattacieli hanno bisogno di un contesto di infrastrutture, commerciali e non solo, altrimenti non sono appetibili. A questa osservazione mi è stato risposto che saranno problemi del costruttore, non dell’Amministrazione. No, sarebbero problemi di tutti, io penso, se gli avveniristici edifici, oltre che insediati in mezzo a un deserto, rimanessero anche spopolati.

Alfonso Indelicato

Consigliere comunale indipendente eletto a Saronno

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