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Gallarate, una commerciante si lamenta dei pochi clienti

di Giuseppe Criseo

Una dissertazione sul commercio locale da una commerciante che conosce Gallarate per via del suo lavoro e si lamenta del cambiamento in peggio.

E’ conosciuta ed aiuta il figlio nella sua attività, la signora che nonostante non sia più giovanissima è molto lucida e ci tiene a fare conoscere la sua opinione.

Racconta della Gallarate di tanti anni fà, spiegando il suo punto di vista, lasciare l’auto nei parcheggi per arrivare al centro, vuol dire svuotarlo o perlomeno renderlo meno appetibile rispetto ai centri commerciali.

La vecchia e mai sopita polemica del piccolo commercio rispetto alla grande distribuzione che ha inglobato tanti piccoli negozi che però spariscono, sia dal centro che dai supermercati: questa è la verità.

I piccoli e su questo ha ragione la signora non ce la fanno, colpa delle tante tasse, dei costi esorbitanti degli affitti che non calano, della crisi che rende difficile gli acquisti di tanti beni che prima si acquistavano ad occhi chiusi.

Nei tempi duri si aspettano gli sconti, si posticipa, si acquista via internet e i centri senza negozi aperti e che sappiano adeguarsi ai tempi, chiudono.

Non è Gallarate, è la storia triste e amara per chi ricorda tempi migliori come la signora, sono tutti i grandi centri che non attraggono come una volta.

E allora si cerca il colpevole che talvolta è il centro commerciale, ma non sempre.

Nei grossi centri il personale è spesso poco informato, poco spinto a vendere, tanto nella quantità qualcuno compra.

Nei negozi di vicinato magari si spende qualche euro in più ma di solito la qualità è più alta e il personale corrisponde al titolare e magari una commessa che sono più che propensi a seguire il cliente, unica vera risorsa.

In mezzo ci sta il comune che deve mediare tra i piccoli che stentano e i grossi che a furia di crescere, si stanno mangiando a vicenda, come dimostra la crisi di Carrefour con un esubero di quasi 600 addetti.

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