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Pubblicato il: 17 Febbraio 2019 alle 17:58

Fsi-Usae: “Cani randagi aggrediscono al Policlinico. Soluzione? Al Comune spetta cattura e ricovero

All’Asp spetta curarli. Abbiamo chiesto l’intervento del Prefetto”

“Dopo le aggressioni di cani randagi all’interno del Policlinico,
l’ultima avvenuta venerdì notte, vittima un infermiere rimasto bloccato, circondato
dal branco e aggredito,
adesso si deve correre ai ripari – dichiara Maurizio
Cirignotta dirigente sindacale della Fsi-Usae Federazione Sindacati
Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati
Autonomi Europei – ormai è una consuetudine, non un episodio isolato, il Policlinico
è ormai diventato un hotel per i cani incutendo timore tra personale e utenti”.

“L’azienda Policlinico Vittorio Emanuele aveva segnalato al Comune e all’Asp di Catania la presenza
dei cani randagi, ma nulla è cambiato – continua Cirignotta – abbiamo chiesto pertanto
un urgentissimo intervento al Prefetto, decisivo per risolvere il problema, al
Comune spetta il recupero dei randagi mettendo in campo gli accalappiacani e garantire
con immediatezza il ricovero dei cani catturati, all’Asp invece, il compito di
curarli.”

“La presenza di randagi è in netto contrasto con l’igiene e
la sicurezza che ogni ospedale dovrebbe garantire ai propri pazienti e alle
loro famiglie, in momenti delicati per la salute, pertanto chiediamo all’Asp di
attivarsi con maggiore determinazione sul fronte della sterilizzazione che è
ritenuta dagli esperti l’unica misura più efficace per contrastare il fenomeno
del randagismo”.

“E se il terrore per i branchi di cani che si muovono in
ospedale è un aspetto della medaglia, dall’altro, non bisogna dimenticare, c’è
l’altra faccia: i cani randagi sono costretti ad una lotta continua e costante
per sopravvivere. Una politica più attenta alla condizione dei randagi
permetterebbe di eliminare, con un solo intervento, entrambi i problemi –
conclude Cirignotta.

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