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CONTICELLI, SULLA VICENDA PICCINI PESA IL FUTURO DI 590 LAVORATORI

Ci sono 590 lavoratori che rischiano di essere travolti dalla tempesta delle vicende giudiziarie di Pio Piccini, e che vivono da mesi una condizione di incertezza rispetto al futuro.– dichiara la consigliera regionale Nadia Conticelli – Professionalitá importanti per il nostro territorio, due aziende che potenzialmente non erano in crisi di commesse, stritolate da una gestione finanziaria spregiudicata”.

“Sono i lavoratori del Csp, l’azienda di consulenza informatica nata nel 1975 a Torino ma operante a livello nazionale, e acquistata cinque anni fa dalla compagna di Piccini, e del Cic, consorzio pubblico di Sistemi innovativi, acquistato attraverso un bando da Piccini tre anni fa”. “A seguito delle vicende giudiziarie in cui è implicato l’imprenditore Csp e Cic hanno iniziato a perdere le commesse, anche quelle importanti con enti pubblici e istituti bancari, con ripercussioni sul personale, che periodicamente versa nell’incertezza di ricevere gli stipendi, che spesso nei mesi scorsi sono arrivati in tranches o devono ancora essere corrisposti, compreso il tfr per alcuni dipendenti”, continua Conticelli, che nelle settimane scorse ha presentato una interrogazione a Palazzo Lascaris. “Il Csp di Piccini tre anni fa acquistó il Cic in situazione prefallimentare, che però cosí oggi si trova nella stessa situazione di crisi debitoria, coi conti di Piccini sotto sequestro, la sede di Roma della società sotto sfratto per morosità. Il Cic ha commesse pubbliche dalle Asl e dagli enti pubblici piemontesi, che però a scadenza dovranno andare a bando. I tentativi di portare avanti un piano di ristrutturazione per uscire dalla condizione debitoria, tassello fondamentale per poter attivare anche gli eventuali ammortizzatori sociali, non sembrano essere condotto con sufficiente credibilità.”Tanto è vero che su Csp c’è un tavolo di monitoraggio nazionale presso il Ministero, che in teoria dovrebbe aver già concluso la sua missione, ma che è bene che non venga sciolto prima di aver individuato gli strumenti idonei per salvaguardare il futuro dei lavoratori. Il tavolo ha chiarito – conclude Conticelli – che in caso di dissequestro di somme queste dovranno essere prioritariamente impiegate per il pagamento dei dipendenti”.

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